Juventus

Il "Corto muso" diventa un neologismo: la Treccani lo riconosce

Antonio Parrotto
Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri / Chris Ricco/GettyImages
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Un nuovo neologismo legato al mondo del calcio e all'ippica, divenuto celebre grazie a Massimiliano Allegri che, in una conferenza stampa, parlando della corsa Scudetto all'epoca tra Juventus e Napoli, parlò di "corto muso", sbarca sulla Treccani.

Una frase divenuta celebre tra gli juventini e non solo. Era il 2019, mese di aprile. Allegri disse: "Sei intenditore di ippica? Nelle corse ai cavalli non basta vincere di 100, basta mettere il muso davanti, corto muso. Fotografia. Corto muso. Semplice. Quello che perde di corto muso arriva secondo, quello che vince arriva primo. Poi non è che scrivano ho vinto di 30. Primo. Corto muso. 84 punti, se il Napoli non le vince tutte, bastano e avanzano".

La spiegazione della Treccani:

L'espressione "Corto muso" viene usata per descrivere le vittorie ottenute col minimo distacco, come quando un cavallo in gara primeggia su un altro al fotofinish, solo grazie a una porzione del suo muso. Ma se "corto muso" è nata nel mondo dell'ippica, è stato attraverso il calcio che si è diffusa fino a diventare un modo di dire piuttosto comune, soprattutto nel giornalismo sportivo. Nell'aprile 2019 la rese celebre Massimiliano Allegri, allora come oggi allenatore della Juventus, usandola per spiegare che l'importante era vincere, e che una rete o un punto di vantaggio erano sufficienti. Il concetto può apparire tautologico a chi non segue il dibattito calcistico, ma riassume – per farla semplicissima – la divergenza di vedute tra gli allenatori che puntano al risultato e quelli che puntano al "bel gioco".


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