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Correa: "Venire all’Inter era un sogno, dopo la chiamata di Inzaghi non ho avuto nessun dubbio"

Stefano Bertocchi
L'esultanza di Joaquin Correa
L'esultanza di Joaquin Correa / CPS Images/Getty Images
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"È stato bellissimo perché è stata la mia prima partita, ci tenevo tanto a venire qui. È stato un giorno bellissimo, poi è successa anche questa cosa che non succedeva da tempo, ma ero già felice perché abbiamo vinto". Parte dalla pesante doppietta all'esordio con l'Inter la lunga intervista di Joaquin Correa a Dazn. Ecco i passaggi più importanti.

Joaquin Correa
Joaquin Correa / Emilio Andreoli/Getty Images

IL PROVINO NERAZZURRO - "Ero un bambino che voleva venire a tutti i costi qua e ci sono stato in quell’anno. Era troppo importante per me. Quando avevo iniziato a stare in Prima squadra in Argentina ho saputo dell’interessamento dell’Inter, poi però sono rimasto ancora lì. Per me è stato già bellissimo, perché ero un bambino che sognava di giocare qua".

L'IMPORTANZA DI INZAGHI - "E' stato tanto importante. Venire qui all’Inter era già un sogno per me, poi la sua chiamata con l’intenzione di farmi diventare parte di questa squadra non ho avuto nessun dubbio, non volevo stare in nessun altro posto".

L'ACCOGLIENZA DI DIRIGENZA E ZHANG - "Come mi hanno accolto? Benissimo, dal primo giorno in cui sono arrivato mi hanno fatto sentire tutti a casa e mi hanno fatto capire subito cos’è l’Inter e la responsabilità che abbiamo come giocatori qua: difendiamo una maglia troppo importante e pesante e io sono felice".

GLI OBIETTIVI - "Sicuramente puntare al massimo di tutto, abbiamo una squadra per farlo con tantissimi giocatori con qualità, internazionali di grandissimo livello. Non dico nessun titolo su cui puntare, ma dobbiamo puntare a vincere ogni partita. Sono solo le prime gare, ma giocare con giocatori così forti tutto è più facile. Ti fanno divertire, ti danno sempre la palla bene: non vedo l’ora di continuare a giocare, cercarli e trovarci bene insieme, così possiamo raggiungere le gioie che vogliamo tutti".

IL PASSATO ALLA LAZIO - "A Roma mi sono trovato bene con tutti, con i compagni abbiamo vinto delle cose e abbiamo fatto davvero bene. Qui mi trovo davvero bene, i compagni mi danno tanta fiducia e questo è importantissimo. Mi hanno accolto alla grande dandomi la fiducia che volevo".

LE RIVALI - "Sicuramente quest’anno sarà dura perché ci sono tante squadre di grandissimo livello, ce ne sono almeno cinque che possono far bene e lottare in alto. Fare nomi di due tre sarebbe poco e nel campionato italiano non si sa mai come va a finire, ma noi siamo fiduciosi".

GLI IDOLI - "Noi siamo cresciuti con la figura di Maradona, poi negli anni vedere Messi o gli argentini in generale era bello e ti rivedevi un po’ in loro e volevi imparare da questi fenomeni. Ho sempre avuto amore per il dieci argentino, è un fuoriclasse, di un altro pianeta. Credo che sia un fenomeno e anche una grandissima persona, ci ha aiutati tanto e noi abbiamo aiutato lui. Questa Coppa America in Argentina ci voleva, la aspettavano da anni, poi l’abbiamo vinta in Brasile, al Maracanà, ed è stato ancora meglio".

LA VOGLIA DI VINCERE - "Voglio vincere qua che è stato un sogno per me. Voglio vincere qua e in Argentina tutto ciò che abbiamo di fronte. Poi guardo intanto le cose più vicine per restare concentrato e provare a vincere ciò che vuoi".


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