Roma

Ma quindi conviene o no vincere la Conference League?

Andrea Gigante
UEFA Conference League
UEFA Conference League / OZAN KOSE/Getty Images
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A breve assisteremo all'esordio della Conference League. La terza competizione targata UEFA è infatti pronta a fare il suo debutto giovedì sera e a scendere in campo ci sarà anche la Roma, unica squadra italiana a parteciparvi.

Si tratta di una manifestazione di caratura europea, proprio come Champions ed Europa League; eppure sulla nuova arrivata ricadono una serie di dubbi e perplessità che riguardano il suo prestigio.

Per chi non lo sapesse, la Conference League nasce con il proposito di offrire a un bacino più largo di club la possibilità di disputare delle gare continentali. Secondo Aleksander Čeferin, questo dovrebbe contribuire allo sviluppo di quei paesi calcisticamente più marginali. In poche parole, in Conference non ci troveremo mai Real Madrid, Bayern Monaco e PSG, ma la vincitrice del campionato rumeno, la seconda classificata della Česká Fotbalová Liga e così via.

Non mancano però partecipanti autorevoli come la sopracitata Roma e il Tottenham, considerate al momento le super favorite per la vittoria finale. Tuttavia, molti tifosi delle due squadre hanno affermato che non sarebbe chissà quanto gratificante trionfare in una manifestazione simile.

Ma come si spiega tutto questo astio verso la Conference League?

A mio avviso, tutto nasce a priori, nel momento stesso in cui l'UEFA ha reso nota la nascita della nuova competizione. Il 2 dicembre 2018, durante i sorteggi per le qualificazioni a Euro 2020, i delegati hanno annunciato che il torneo sarebbe iniziato nel 2021 e che si sarebbe momentaneamente chiamato "Europa League 2".

Diciamocela tutta, gli organizzatori non si sono sprecati più di tanto per dare un pizzico di originalità al torneo. L'unico elemento evidente che distingue la Conference League dalle altre competizioni è il colore verde. A parte questo, la coppa e l'inno sono gli stessi dell'Europa League e, considerando che persino i sorteggi si sono tenuti nello stesso giorno, nello stesso luogo e alla stessa ora, si comprende come la Conference sia stata percepita come una EL di Serie B.

Ora, già l'Europa League ci ha messo parecchio tempo a imporsi come torneo di tutto rispetto, ma ditemi quale squadra vorrebbe mai partecipare alla sua versione 'low cost'?

Certo, per un club come l'Anorthōsis è un sogno che si realizza; mentre per Roma e Tottenham figurare nello stesso tabellone di una squadra cipriota è un'onta di disonore. Se Mourinho ha approcciato alla manifestazione con l'obiettivo di vincerla, gli Spurs rischiavano addirittura di non qualificarsi in Conference League, visto che Espirito Santos si era presentato ai preliminari in Portogallo con le riserve delle riserve perdendo 1-0. Al ritorno giocarono i vari Kane, Son e Lloris e ribaltarono il risultato, ma se i londinesi continueranno con questa mentalità difficilmente andranno lontano.

Lucas Silva, Luiz Carlos, Nuno Santos, Antunes, Stephen Eustaquio
Il Pacos de Ferreira esulta dopo aver battuto il Tottenham / Gualter Fatia/Getty Images

Non ho ancora avuto il piacere di assistere a una partita di Conference (ma vi prometto che lo farò quanto prima), quindi non posso dire se il livello sia davvero così scarso come si preannuncia. Quello che mi sento di dire è che fa ridere anche solo pensare di snobbare un torneo continentale. Normalmente, ogni squadra dovrebbe puntare alla vittoria finale, a prescindere dalla competizione in questione.

Dato che il massimo montepremi per il primo classificato si aggira intorno ai 30 milioni di euro (spiccioli rispetto alle cifre della Champions) quello economico non è il principale motivo per arrivare fino in fondo (anche se 30 milioni in più sul bilancio non guastano mai). Chi vincerà la Conference League ne guadagnerà soprattutto in termini di visibilità, riuscirà a diffondere il proprio marchio in un bacino più largo e si scrollerà di dosso l'etichetta di "squadra perdente".


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