Roma

Mourinho: "Io sono l'allenatore di corpo e anima. Esuberi? Non li reintegro, convoco Tripi"

Antonio Parrotto
Jose Mourinho
Jose Mourinho / Giuseppe Bellini/Getty Images
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Jose Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Verona in campionato. Il tecnico giallorosso ha affrontato diversi temi alla vigilia del match di Serie A, tornando anche sulla vittoria con il CSKA in Conference. Ecco le sue parole.

Non è stato soddisfatto dopo il CSKA: significa che c'è un gruppo che ha recepito la sua idea di calcio e qualcun altro no?
"No, per niente. E' stata una partita, sarebbe facile dire che con il 5-1 siamo stati perfetti. Sarebbe troppo facile e non voglio andare in questa direzione con la mia squadra, in ogni partita analizziamo quello che abbiamo fatto bene e i problemi che ci sono stati. Possiamo fare meglio, non dico a livello di risultato perché non me lo aspettavo così, ma nella qualità del gioco e nella prestazione difensiva. A inizio partita e a inizio secondo tempo il CSKA ha avuto momenti di controllo".

La Roma da dieci anni non riesce a ottenere risultati per il nuovo stadio: c'è un messaggio che vuole mandare magari al futuro sindaco di Roma, anche per provare a velocizzare l'iter?
"Io sono l'allenatore di corpo e anima, faccio quello che amo fare da tanti anni e non voglio essere niente di più di un allenatore. Un allenatore con un legame importante al club, ai tifosi e alla città, senza dubbio, ma sarò sempre l’allenatore. Nell’avere lo stadio di proprietà ovviamente ci sono tante cose positive per la società. Ho letto con grande soddisfazione quello che la signora Raggi dice della Roma soprattutto quando parla dei proprietari, si sente un rispetto molto grande. Ma io sono l’allenatore e al momento non voglio dire molto di più".

Vina non sta bene e non so se Mkhitaryan ha qualche problema. L'ha soddisfatta Ibanez da terzino?
"Non capisco molto bene, è successo lo stesso prima di Sassuolo, siamo stati qui e praticamente non abbiamo parlato del Sassuolo. Anche oggi siamo qui da qualche minuto e non abbiamo ancora parlato del Verona. Sembra che cerchiate altre cose rispetto a quello che deve essere veramente una conferenza prepartita, non postpartita. L’altra nel postpartita non ho fatto di più perché l'Uefa aveva organizzato in un certo modo e a mezzanotte ero ancora di là. Io pensavo di parlare di più della partita e meno di questo. Su Vina e Mkhitaryan è facile rispondere: hanno dei problemi ma piccoli, con le persone che lavorano nel dipartimento medico ha una qualità tremenda e da loro mi aspetto sempre cose positive e per questo sono ancora nell'attesa di avere giocatori disponibili. Ibanez non è un terzino, è ovvio, che può giocare alto e crossare. Può fare quel ruolo in emergenza, con una prospettiva più difensiva ma non è e non sarà mai un terzino".

Cosa è successo a Villar? Sembra aver perso un po' di entusiasmo.
"Non capisco i motivi della domanda. Perché lo scorso anno era titolare in tutte le partite e quest’anno no? Che posso rispondere, Paulo aveva o ha una visione di calcio diversa dalla mia e delle opzioni diverse. Il prossimo allenatore avrà opzioni ancora diverse e magari giocatori titolari con me con il prossimo tecnico non lo saranno. Non c’è nessun problema con Villar, il suo problema è che Cristante e Veretout stanno facendo molto bene e questa è una cosa buona per la squadra. Parlare di titolari e non titolari nel nostro modo di stare qui dentro non ha molto senso. Abbiamo cambiato tanti giocatori nella partita col CSKA perché ci fidiamo di tutti".

I presidenti danno poco tempo agli allenatori, visti gli esoneri di Semplici e Di Francesco? 
"Non mi piace parlare di cose di altri, sono loro che devono spiegare le loro decisioni. Io posso solo dire che mi dispiace molto per due colleghi esonerati così presto, ma il perché non è roba mia, non posso dire altro. Sono contento che Mazzarri torni, abbiamo allenato insieme in Italia e in Inghilterra, Tudor ha trovato un'ottima opportunità per tornare ad allenare e sono contento per lui. Mi dispiace per Semplici e Di Francesco, spero possano tornare presto".

Jose Mourinho
Jose Mourinho / Paolo Bruno/Getty Images

Il suo staff, tra l'altro molto giovane, sempre stimolante e aggiornato, è uno dei suoi segreti? Lei cambia spesso collaboratori a differenza di altri. Com’è la sua visione di questo?
"Quando ho iniziato ad allenare 20 anni fa, non c’è nessuno di quello staff tecnico. Ma per tanti anni è vero che siamo stati gli stessi. Oggi quello che è da più tempo con me è Lalin, dal Real nel 2010. Tutti gli altri sono cambiati per motivi diversi, a volte loro hanno scelto altre strade, altre volte ho scelto io persone con altre qualità più adatte al club. Per esempio qui ho preso due preparatori atletici, uno per lavorare sulla squadra e uno per lavorare sulle individualità e i recuperi. Dipende, ma penso di avere uno staff molto buono. Sono arrivato con quattro e oggi siamo quattordici o sedici. Perché la gente che era qui è di qualità, aperta a imparare il nuovo modo di lavorare, gli analisti al dipartimento medico. Oggi sono il mio staff, sono arrivato con una Huyndai di quattro collaboratori e ora in partita andiamo con un pullman di miei collaboratori, che magari diventerà il pullman dei collaboratori di qualcun altro dopo di me. Per me è importante costruire uno staff che lavora con me, ma anche una base di lavoro per il futuro. Lavoriamo tanto come staff, festeggiamo insieme e quando arriveranno momenti negativi saremo ancora di più insieme. Mi piace lavorare con gente - non dico giovane d'età perché l’età nel calcio non conta - ma che pensa, che analizza, 24 ore al calcio, magari ci chiamiamo alle 23 o a mezzanotte per parlare di qualcosa che abbiamo pensato. Persone che stanno nel calcio con vera passione, che è quello che accade con questi collaboratori che sono con me".

Vista la situazione terzini ha mai considerato la difesa a tre o il reintegro di Santon? 
"No, ho pensato a Tripi che sarà convocato. E se domani avremo qualche problema, Tripi ha fatto il ritiro con noi più di un mese, ha giocato tante partite e ha imparato il nostro modo di pensare è un ragazzino intelligente che può giocare in tutti i ruoli difensivi e a centrocampo. Non ha esperienza, ma ha un cuore super romanista e con intelligenza per giocare. Non penso al reintegro di Davide o degli altri che non sono con noi. Possiamo giocare a tre o a quattro, non l’abbiamo ancora fatto ma non posso dire che non lo faremo. Ci sono tante squadre in Italia che giocano a tre, può succedere anche che giocheremo a tre".

Quanto conta nel suo gioco l'aggressività degli attaccanti sui difensori avversari? Può essere una chiave per domani?
"Dipende, se è un piano dove vogliamo pressare alti e questo non si può fare senza pressare alti con gli attaccanti. Se la strategia di gioco è giocare con linee più basse no, ma principalmente queste partite in casa e a Salerno abbiamo pressato alto ed è importante fare questo. La partita di domani ha una difficoltà in più, in primis la qualità dei giocatori e della squadra ma c’è una difficoltà extra che è il nuovo allenatore, su cui non abbiamo referenze per il tipo di gioco. Possiamo guardare al passato di Tudor, cercherà di ripetere i suoi principi, poi ha giocatori diversi e giocherà diversamente. Ci sono tante domande a cui non avremo risposta ed è una difficoltà in più per noi, non possiamo immaginare che tipo di gioco proporranno".

Mayoral ha giocato solo 16 minuti: cosa gli manca? 
"Gli manca che la Fifa dia il permesso di giocare in 12. Se la Fifa dice di giocare in 11 ne giocano 11. E’ un modo scherzoso per risponderti, perché non gli manca niente. E’ un bravo giocatore e un bravo ragazzo, lavora tantissimo. E’ vero che ha giocato solo 16 minuti, ma per come lavora è solo da ringraziarlo per il fantastico professionista che è. E’ un giocatore che mi piace più oggi rispetto a due mesi fa. Abraham e Shomurodov stanno molto bene, possiamo giocare con due attaccanti. Quando abbiamo deciso di giocare in due davanti è perché possiamo farlo, col Sassuolo anche lo abbiamo fatto. E non è possibile giocare in due davanti senza avere qualcuno in panchina. Mi piace molto per intelligenza, è freddo davanti alla porta. Però mi piace anche Shomurodov e Abraham, ma lui ovviamente vuole di più ma arriverà perché è un giocatore bravo e un professionista".

Come si affrontano squadre che ti prendono a tutto campo?

"Abbiamo pensato a questa possibilità. Se è una rottura con il passato della squadra, magari difficile pensare che possa cambiare tutto in 4 giorni. La squadra comunque giocava in maniera simile, ma magari loro adesso andranno nella stessa direzione. E’ difficile giocare contro queste squadre, si è vista la difficoltà del Sassuolo col Torino - riporta ForzaRoma.info - Tutte le proposte sono valide e se sarà così sarà difficile, ma abbiamo lavorato un po’, non tanto, ieri e oggi pensando a questa possibilità Loro sono bravi anche in uscita, nelle situazioni dei terzini, hanno profondità, è una squadra che mi piace. Ha zero punti, ma poteva fare punti contro l’Inter o a Bologna, secondo me finirà in una posizione tranquilla di classifica".


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