Come può uno spot affrontare i pregiudizi sul calcio femminile? L'esempio Orange

Uno spot importante per la Nazionale francese e per il calcio femminile.
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FBL-FRA-WC-2023-WOMEN-TRAINING / FRANCK FIFE/GettyImages
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Manca pochissimo al fischio d'inizio dei Mondiali femminili di calcio che si svolgeranno in Australia e Nuova Zelanda. Dal 20 luglio al 20 agosto le 32 Nazionali più forti si sfideranno in 9 città dei Paesi sopracitati. Si tratta della nona edizione del torneo, la prima con allargamento a 32 squadre (rispetto alle 24 dell'edizione precedente), con numeri che presto diventeranno record.

Il movimento calcistico femminile è in crescita in molti luoghi, tra questi anche l'Italia, in cui nell'estate scorsa è stato finalmente raggiunto il traguardo del professionismo. La selezione delle azzurre non rientra tra le favorite che, stando alle quote, evidenziano gli Stati Uniti in pole, seguiti da Inghilterra, Spagna, Germania e Francia, in quest'ordine.

E proprio la Francia è stata il soggetto principale dello spot prodotto da Orange, maggiore agenzia di telecomunicazioni nel Paese. Prima di un breve commento, vi invitiamo a guardare il video fino alla fine.

Kylian Mbappé, Antoine Griezmann, Olivier Giroud, Kingsley Coman. L'attenzione è talmente orientata sui protagonisti a cui siamo da anni abituati che, nel primo minuto di video, non ci si accorge nemmeno che le avversarie sono delle donne. Poi il messaggio: "Solo Les Blues ci possono dare queste emozioni, ma non sono loro quelli che hai appena visto".

Nastro che si riavvolge e dimostrazione di come con l'utilizzo di effetti visivi (VFX) la tecnologia sia stata capace di alterare la nostra percezione provando ad abbattere i maggiori stereotipi sul calcio femminile. Il principale riguarda appunto un costante confronto con i migliori calciatori maschili e la consueta critica riguardante il livello, secondo molti ancora basso, e le movenze, secondo troppi ancora distanti da quelle degli uomini.

In una certa misura, questo spot riesce ad abbattere il secondo aspetto. Se Orange avesse sostituito tutti i volti dei calciatori in campo e non solo quelli dei protagonisti principali, vi sareste davvero accorti che si trattava di calcio femminile? E l'atto di spremere la memoria per provare a ricordare gol e giocate mai esistiti non è forse un segnale che i dribbling di Sakina Kharchaoui (Griezmann), il colpo di testa di Eugenie Le Sommer (Giroud) o il tocco morbido di Delphine Cascarino (Mbappé), siano giocate all'altezza dei principali colleghi dell'altro sesso?

Come accade per molti altri sport, ci sarà probabilmente sempre una differenza legata alla potenza, ma ciò non significa che non possa aumentare la qualità del calcio femminile fino a raggiungere picchi altissimi (in alcuni casi già raggiunti). Il Mondiale in Australia e Nuova Zelanda si propone come altro grande palcocescenico per accendere i riflettori su un movimento che da qualche anno inizia a brillare anche per le grandi "certezze" d'Europa. Come detto sopra, le quote evidenziano come siano i principali paesi calcistici europei le alternative più credibili agli Stati Uniti.

Spot del genere hanno una doppia utilità. Quella di utilizzare il principale stereotipo negativo ai danni del calcio femminile e ribaltarlo in suo favore e quello di farlo attraverso personaggi ammirati e idolatrati in tutto il paese (e anche al di fuori).

Tra gli spot che stanno circolando in questi giorni di fermento pre-Mondiale femminile, è necessario citare la Nike. La multinazionale sportiva statunitense sta realizzando un grande lavoro per presentare le principali protagoniste dell'imminente Coppa del Mondo sui propri canali social. Video dedicati a Wang Shuang, Ada Hegerberg, a Megan Rapinoe, Debinha, Sophia Smith e Sam Kerr, oltre a quello generale che le raccoglie tutte.

Un uomo, nell'atto di festeggiare con sua figlia i Mondiali femminili del 1999 vinti dagli Stati Uniti, scivola su una buccia di banana (cliché un po' cringe) cadendo fragorosamente. 24 anni dopo si risveglia dal coma e la figlia lo istruisce sulla situazione attuale, scopre le migliori calciatrici esistenti e anche di avere una nipote. What The Football - it’s a great day to be awake.