Juventus

Come giocava la Juve nell'ultima stagione finita senza trofei

Andrea Gigante
Juventus 2010/11
Juventus 2010/11 / Massimo Cebrelli/GettyImages
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Obiettivo fallito per la Juventus che esce sconfitta dalla finale con l'Inter e vede sfumare anche la Coppa Italia, ossia l'ultima opportunità di chiudere la stagione con un trofeo. I bianconeri sono stati infatti protagonisti assoluti del calcio italiano e negli ultimi 10 anni hanno sempre portato a casa almeno un titolo.

La seconda Juve targata Massimiliano Allegri ci riporta quindi indietro fino all'annata 2010/11, quando la squadra allenata da Luigi Delneri chiuse la stagione a bocca asciutta.

Alessandro Del Piero, Simone Pepe
Juventus / Valerio Pennicino/GettyImages

La Juventus 2010/11

Prima che si aprisse il ciclo dei 9 scudetti consecutivi inaugurato da Antonio Conte, la Juventus ha vissuto uno dei peggiori campionati della sua storia recente.

Fu un anno di cambiamenti radicali, avvenuti sia sul piano sportivo, con l'arrivo di diversi nuovi giocatori, sia su quello manageriale, visto che Andrea Agnelli dà vita a una massiccia restaurazione dello stato maggiore bianconero.

Il neoeletto presidente solleva dai rispettivi incarichi Alessio Secco, Renzo Castagnini e Roberto Bettega, nominando Fabio Paratici direttore sportivo e Beppe Marotta direttore generale. È proprio quest'ultimo a scegliere Luigi Delneri come nuovo allenatore: i due hanno già lavorato insieme alla Sampdoria, raggiungendo i preliminari di Champions League e godono dunque di un bel rapporto.

Delneri deve però fare i conti con diversi cambiamenti avvenuti all'interno dello spogliatoio. I senatori Cannavaro, Camoranesi e Trezeguet abbandonano la squadra e dicono addio anche due acquisti deludenti come Diego (ceduto al Wolfsburg) e Poulsen (passato al Liverpool).

Per rimpolpare la rosa, Marotta attua un mercato massiccio e investe diversi milioni per mettere nelle mani del tecnico una squadra di alto livello. In porta viene ingaggiato Storari che, nonostante la presenza di un mostro sacro come Buffon, si ritaglia un ruolo da protagonista. Nell'estate 2010 il dirigente acquista anche due giocatori che saranno protagonisti del periodo d'oro dei bianconeri: il primo è Leonardo Bonucci, che si trasferisce a Torino dopo l'ottima annata con la maglia del Bari; l'altro è Andrea Barzagli, arrivato in sordina e rivelatosi presto uno dei migliori centrali della Serie A.

Giorgio Chiellini, Gianluigi Buffon, Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli
Il primo anno di BBC / Marco Luzzani/GettyImages

A centrocampo la Juve punta tutto sulla qualità di Alberto Aquilani, che non si è mai ambientato al Liverpool, e sulla corsa di Simone Pepe, protagonista dell'annata incredibile dell'Udinese.

Per rinforzare invece il reparto offensivo, Marotta bussa alla porta del Catania dove pesca l'esterno uruguaiano Jorge Martinez. Dal CSKA Mosca arriva un'altra ala molto promettente, Milos Krasic, che dopo un anno di buon livello sarà liquidato da Conte. Infine, la ciliegina sulla torta è in attacco, dove la Juventus acquista Fabio Quagliarella, reduce da una stagione deludente con il suo Napoli.

I bianconeri lavorano anche in prospettiva e per permettere ai suoi giovani di giocare con continuità cedono in prestito Luca Marrone, Sebastian Giovinco e Ciro Immobile.

Luigi Del Neri
Luigi Delneri / Claudio Villa/GettyImages

Il rendimento stagionale e la sliding door

Il campionato del 2010/11 inizia molto presto per i bianconeri, che già il 1° luglio si ritrovano a Pinzolo per la preparazione atletica in vista del doppio turno preliminare di Europa League. Dopo aver eliminato gli irlandesi dello Shamrock Rovers e gli austriaci dello Sturm Graz, gli uomini di Delneri si qualificano alla fase a gironi del torneo, dal quale vengono successivamente eliminati dopo aver fatto 6 pareggi in altrettante partite nel gruppo A, con Manchester City, Lech Poznan e Salisburgo.

L'avvio in Serie A è altalenante, come dimostrano le due sconfitte consecutive contro Bari e Palermo dopo il successo alla prima di campionato sull'Udinese. Nonostante ciò, i bianconeri restano al secondo posto in classifica, al pari di Lazio e Napoli, fino all'ultima giornata prima della sosta natalizia, quando il pareggio con il Chievo e le contemporanee vittorie di biancocelesti e partenopei li fanno scivolare al quarto posto.

La stagione non procedeva nel migliore dei modi, ma la Juventus era comunque in corsa per un piazzamento in Champions League. Tuttavia, il 6 gennaio 2011 rappresenta un punto chiave per quell'annata: nel match casalingo contro il Parma (terminato 1-4 per i ducali), i bianconeri perdono Quagliarella che a causa di un brutto infortunio termina anzitempo il proprio campionato.

Priva del suo miglior bomber, la Juve viene eliminata dalla Roma ai quarti di finale di Coppa Italia e non riesce più a raccogliere risultati utili consecutivi in Serie A, scivolando così sempre più in basso in classifica. I bianconeri chiuderanno al settimo posto: un posizionamento che fa sfumare la partecipazione alle coppe europee. In estate, Luigi Delneri viene esonerato e al suo posto arriva Antonio Conte. Ma questa è un'altra storia.

Fabio Quagliarella
L'infortunio di Quagliarella / Valerio Pennicino/GettyImages

Come giocava la Juventus di Delneri?

Nel 2010/11 la Juventus si schierava con un conservativo 4-4-2. Tra i pali Buffon aveva il posto assicurato; mentre la linea difensiva vedeva Marco Motta come terzino destro, Fabio Grosso sulla corsia opposta e due tra Barzagli, Bonucci e Chiellini in mezzo.

Gli esterni di centrocampo, tra le poche garanzie che aveva quella Juve, erano Krasic da una parte e un giovane Marchisio dall'altra. In mediana Delneri puntava sul mix tra fisicità e tecnica offerto dal tandem Felipe Melo e Aquilani. La coppia d'attacco era invece composta da Del Piero e Quagliarella, con Matri e Toni pronti a subentrare.


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