Milan

Come è cambiato il Milan dall'era Yonghong Li ad oggi?

Giovanni Benvenuto
David Han Li, Yonghong Li, Marco Fassone
David Han Li, Yonghong Li, Marco Fassone / Handout/GettyImages
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E' l'estate del 2016 quando il Milan rimane fuori dalle coppe europee. Il segnale è forte e costringe l'allora presidente Silvio Berlusconi a vendere la società al fondo d'investimenti pechinese Sino-Europe Investment Management Changxing, guidato da Yonghong Li.

Nell'aprile del 2017 una girandola di cambiamenti viene attivata a Milanello: il nuovo Amministratore Delegato è Marco Fassone, che decide di affidare l'area tecnica a Massimiliano Mirabelli. Finito il primo anno di "rodaggio", entrambi i dirigenti rossoneri decidono di mettere mano al portafogli per rivoluzionare la squadra. Arrivano Musacchio, Borini, Conti, Kalinic, Biglia, Ricardo Rodriguez, André Silva, Hakan Calhanoglu, Franck Kessié e Leonardo Bonucci. Costo totale delle operazioni? Duecentoquarantacinque milioni di euro.

Nikola Kalinić - Soccer Player
Nikola Kalinic / Marco Luzzani/GettyImages

Al termine della stagione, culminata con un sesto posto, arriva un altro terremoto societario: Elliott Management comunica di aver assunto il controllo del club dato l'inadempimento delle obbligazioni verso di essa da parte del presidente Yonghong Li.

Stavolta lo switch di proprietà si rivela producente: Elliott comincia a "purificare" l'ambiente. Dopo neanche cinque anni nella rosa del Milan non è più presente un acquisto della campagna griffata Fassone-Mirabelli. L'ultimo della lista è Franck Kessie (quest'ultimo ormai fresco di accordo col Barcellona per un quadriennale da sette milioni a stagione).

Kalinic? All'Atletico Madrid per 14,5 milioni. Ricardo Rodriguez? In prestito al Psv e poi ceduto al Torino. André Silva? Dato all'Eintracht Francoforte per 3,8 milioni più il cartellino di Rebic. E gli altri? Calhanoglu, Conti, Biglia, Musacchio e Borini andati via a parametro zero o in prestito.

Ma soprattutto... che fine hanno fatto Fassone e Mirabelli? Il secondo oggi è responsabile dell'area tecnica del Padova (squadra che milita in Serie C), mentre il primo risulta essere consulente di Bain Capital, fondo d'investimento statunitense.

Adesso al timone c'è Paolo Scaroni, che assieme a Maldini e Massara ha ridato credibilità al club non solo dal punto di vista dei risultati sul campo ma anche in quello dirigenziale. Quel "passiamo alle cose formali" dell'estate 2017 sembrerebbe ormai essere un brutto e lontano ricordo.


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