La Liga

Come è cambiato il Barça dall'arrivo di Xavi

Francesco Castorani
Levante v FC Barcelona - La Liga Santander
Levante v FC Barcelona - La Liga Santander / Soccrates Images/GettyImages
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Secondo posto in Liga, a pari merito con il Siviglia ma con una gara da recuperare. Xavi ha cambiato il Barça raggiungendo ciò che in Catalogna è vissuto come obiettivo minimo, ma realizzando in realtà un cambio di rotta impronosticabile vista la disastrosa gestione dei primi mesi Koeman. Sette posizioni scalate, la qualificazione in Champions League alla portata e l'obiettivo Europa League realizzabile.

Ora il Barça sta attraversando un momento dorato, eppure Xavi si è dovuto confrontare già con diverse crisi, due delle quali poco dopo il suo arrivo. Giunto tra l'adorazione generale del popolo blaugrana per la bandiera che è stato con gli scarpini ai piedi, le critiche non hanno tardato

Il biglietto da visita è stato la vittoria nel derby con l'Espanyol, sofferta ma raggiunta da rigore con Depay. Poi è arrivato subito lo 0-0 con il Benfica che ha di fatto determinato l'eliminazione dei blaugrana dalla Champions League, confermata dalla sconfitta per 3-0 a Monaco contro il Bayern, con zero tiri nello specchio per Busquets e compagni.

FBL-EUR-C1-BENFICA-BARCELONA
FBL-EUR-C1-BENFICA-BARCELONA / PATRICIA DE MELO MOREIRA/GettyImages

A seguire un dicembre stentato, con soli 5 punti conquistati su 12 disponibili e delle prestazioni tutt'altro che convincenti. L'alchimia tra la bandiera blaugrana e i giocatori era però in gestazione e sarebbe nata solo qualche tempo più tardi, superata un'altra crisi. In Spagna ogni Clasico ha un'importanza particolare e rischia di cambiare una stagione.

Quello del 12 gennaio nel mini torneo della Supercoppa spagnola sorride ai blancos, che vincono ai supplementari contro un Barça diverso, capace di riprendere la gara due volte, ma non solo. I blaugrana, finalmente autori di una prestazione importante contro una big, escono sconfitti a testa alta, consapevoli forse di essere a buon punto nel processo di maturazione.

La seconda ferita di gennaio non tarda nemmeno una settimana e a causarla è l'Athletic di Marcelino che si impone ed elimina il Barcellona anche dagli ottavi di Copa del Rey, rompendo parte di quella fiducia costruita attorno alla gara con il Real.

FBL-ESP-CUP-ATHLETIC BILBAO-BARCELONA
FBL-ESP-CUP-ATHLETIC BILBAO-BARCELONA / CESAR MANSO/GettyImages

La sosta nazionali di fine gennaio aiuta e la reazione finalmente arriva. Le macchie negli ultimi due mesi sono veramente poche e invisibili se confrontate agli acuti realizzati dal primo Barça di Xavi. Quattro gol ad Atletico, Napoli, Valencia, Athletic e Real Madrid, un'identità di gioco precisa nell'ennesima evoluzione dello stile blaugrana. Per chi pensava che Xavi servisse soltanto come parafulmini a una stagione disastrosa le risposte le hanno date i suoi ragazzi sul campo.

Il Barça ha ritrovato quell'unione che non si vedeva da un po' e delle certezze arrivate anche dal mercato invernale. Dani Alves e Aubameyang, Adama Traoré e soprattutto Ferran Torres. Quindi sì, esiste un Barcellona post Messi, un Barcellona che impressiona se confrontato a quello di novembre, ma che ha ancora tanti aspetti da migliorare.

Luuk De Jong
Levante UD v FC Barcelona - La Liga Santander / Quality Sport Images/GettyImages

La gara con il Levante, vinta per 3-2 al Ciutat de Valencia dai blaugrana ha dell'assurdo. Mai nella sua storia il Barcellona si era visto assegnare tre calci di rigore contro, due realizzati e uno parato da Ter Stegen. Dopo l'iniziale vantaggio del comandante José Luis Morales, Xavi l'aveva ripresa con l'ennesima pennellata di Dembelé per Aubameyang e la rete del momentaneo 1-2 firmata Gavi-Pedri dalla panchina. Su un 2-2 destinato a castigare il Barça nel momento migliore, è sbucato ancora una volta Luuk de Jong, l'uomo che nessuno si aspetta mai. L'olandese, al terzo gol consecutivo oltre il novantesimo l'ha decisa ancora di testa, la specialità della casa che ormai non lo rende quasi più un peso nello spogliatoio blaugrana.


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