Come è cambiata la Juventus dall'arrivo di Andrea Agnelli

Marco Deiana
Andrea Agnelli, presidente della Juventus dal 2010 al 2022
Andrea Agnelli, presidente della Juventus dal 2010 al 2022 / Nicolò Campo/GettyImages
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Dodici anni intensi, di crescita e di vittorie, di progetti e di investimenti. Come tante storie importanti c'è spesso un inizio e una fine. E il mese di novembre del 2022 segna la fine dell'Era Andrea Agnelli da presidente della Juventus. Un dirigente che ha cambiato radicalmente il club, con una visione a lungo termine e con il DNA bianconero. Non è un caso che proprio durante la sua presidenza siano arrivati i nove Scudetti di fila, le cinque Coppe Italia e le 5 Supercoppe Italiane, oltre a due finali di Champions League perse. E forse è proprio questa competizione ad aver portato al tracollo della sua presidenza, con alcune mosse azzardate che lì per lì sembravano vincenti ma che, alla resa dei conti, si sono rivelate (forse) sbagliate. Ma nel calcio - così come nella vita - con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ci ha provato, ha osato, ha provato a superare l'ossessione della coppa della grandi orecchie. Alla fine il Covid ha dato la mazzata finale alle sue aspirazioni, bloccando la crescita economica del club e costringendo la dirigenza a fare salti mortali per far quadrare il bilancio. Ma le difficoltà degli ultimi tre anni (dal 2020 ad oggi) non possono certo far passare in secondo piano ciò che Andrea Agnelli ha creato intorno alla Juventus.

La storia di Andrea Agnelli da presidente della Juventus

È il 19 maggio 2010 quando Andrea Agnelli viene nominato presidente della Juventus. Sono anni difficili per il club bianconero alle prese con la difficile risalita post Calciopoli. Il ritorno in Serie A è stato immediato, un po' meno quello tra le grandi d'Italia. Con una squadra da ricostruire, l'allora neo presidente bianconero ha svolto un ruolo cruciale nella crescita del club.

Dall'inaugurazione del nuovo stadio allo sviluppo della Continassa, dalla crescita del fatturato alla creazione e gestione di una squadra femminile e di una seconda squadra maschile passando per il cambio di logo. A questo possiamo aggiungere anche i 19 trofei conquistati dal 2010 al 2022, le due finali di Champions League e il colpo del secolo: Cristiano Ronaldo.

L'inaugurazione dello Juventus Stadium

Inaugurazione Juventus Stadium
L'inaugurazione dello Stadium / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages

L'inizio dei lavori dello Stadium, costruito sulle macerie del Delle Alpi, è avvenuto prima dell'arrivo di Andrea Agnelli alla presidenza del club bianconero. L'ex massimo dirigente della Juventus nel 2010 si è ritrovato con un impianto in costruzione che inaugurerà ad un anno dalla presidenza, nel settembre 2011 con una gara amichevole contro il Notts Country.

Il nuovo impianto, di proprietà della Juventus (anche se tecnicamente il Comune di Torino ha ceduto il diritto di superficie per 99 anni), è stato poi arricchito di centro medico (J-Medical), museo (J-Museum) e centro commerciale dedicato al club (Juventus Megastore), oltre a negozi e ristoranti vari.

Dalla stagione 2017-18 l'impianto cambia nome, diventando Allianz Stadium, ripagando in parte l'investimento effettuato dal club per la sua costruzione.

La costruzione dello J-Village (centro sportivo della Juventus)

C'è invece la mano di Andrea Agnelli nell'accordo tra la Juventus e il Comune di Torino per l'acquisto dell'area vicino allo Stadium, chiamata Continassa. L'accordo prevede l'acquisizione del diritto di superficie per 99 anni per la costruzione di un centro sportivo all'avanguardia.

Il club juventino, sotto la presidenza di Andrea Agnelli, investe oltre 100 milioni tra acquisizione dell'area e la costruzione del centro sportivo polifunzionale. Questa area verrà poi successivamente denominata J-Village, diventando la sede operativa del club. Oltre ai campi di allenamento e a tutte le strutture utili per la squadra, sono state costruiti degli edifici (hotel) e la sede ufficiale della società.

Così in pochi chilometri la Juventus si è ritrovata con uno stadio e un centro d'allenamento all'avanguardia.

L'avvio di un ciclo vincente

Ad Andrea Agnelli è bastato un settimo posto nella sua prima stagione da presidente, quella 2010-11, per cambiare completamente indirizzo tecnico. L'allora massimo dirigente della Juventus decise così di puntare tutto su Antonio Conte, e mai scelta fu più azzeccata. Lasciando da parte processi sportivi e squalifiche varie, il tecnico pugliese prese una squadra fuori dalle coppe europee e la rilanciò in maniera clamorosa, vincendo subito lo Scudetto al suo primo anno da allenatore bianconero. Seguirono altri due Scudetti, per poi cedere il testimone a Massimiliano Allegri che proseguì con la strisce di vittorie del campionato, portandone altri cinque, fino a Maurizio Sarri l'ultimo a vincere lo Scudetto sulla panchina della Juventus nella stagione 2019-20.

Tra uno Scudetto e l'altro - aggiungendo anche l'annata con Andrea Pirlo in panchina -, nella bacheca dello J-Village si sono aggiunte anche cinque Coppe Italia e cinque Supercoppe Italiane.

La stagione 2021-22 è stata la prima senza trofei vinti dalla Juventus dall'annata 2011-12 in poi.

Le due finali di Champions League

Durante la presidenza di Andrea Agnelli, la Juventus ha sfiorato per due volte la Champions League. O meglio, è arrivata fino alla finalissima, entrambe le volte perdendola. Una contro il Barcellona e una contro il Real Madrid. In entrambe le occasioni, nel 2015 e nel 2017, la squadra bianconera era allenata da Massimiliano Allegri che ha mancato la chance per mettere la ciliegina sulla torta sulla sua avventura juventina.

Il colpo del secolo: Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo alla Juventus nell'estate 2018
L'arrivo di CR7 alla Juventus nell'estate 2018 / MIGUEL MEDINA/GettyImages

È l'estate 2018 quando Andrea Agnelli dà l'ok all'affare del secolo. Dopo aver subìto una rovesciata in Champions League da Cristiano Ronaldo e dopo aver ottenuto l'ok da parte del giocatore al trasferimento alla Juventus, il presidente bianconero incontro personalmente il portoghese per chiudere l'affare. Operazione da 117 milioni di euro, oltre all'ingaggio monstre per l'attaccante.

È lui l'uomo giusto per portare la Champions League a Torino. In tre anni con il numero 7 in campo non si va oltre gli ottavi di finale (due volte) e i quarti di finale (una volta).

Si continuerà a vincere in Italia, ma in Europa no. Con il senno del poi (a causa anche del Covid), questo è l'acquisto che innescherà una serie di movimenti di mercato per far respirare le casse societarie, rallentando però la crescita del club dal punto di vista sportivo.

La crescita del fatturato

Andrea Agnelli ha preso in mano una Juventus con un fatturato inferiore ai 200 milioni di euro e l'ha portata a sfiorare i 700 milioni di fatturato annuo. Frutto del lavoro a lungo termine effettuato nel corso degli anni. Lo stadio sicuramente ha aiutato, così come alcune importanti plusvalenze (vedi Pogba preso a 300 mila euro e venduto a 100 milioni di euro), ma anche tutto ciò che gravita intorno al mondo Juventus (vendita magliette, museo, nonché la presenza costante in Champions League).

La creazione della squadra femminile e della seconda squadra maschile

Una delle tante vittorie della Juventus Women
Una delle tante vittorie della Juventus Women / Insidefoto/GettyImages

Tra il 2017 e il 2018 la Juventus decide di investire prima nel calcio femminile e poi nella seconda squadra maschile. Nell'estate 2017 la società bianconera, sotto la presidenza di Andrea Agnelli, acquisisce il titolo sportivo del Cuneo e si iscrive al campionato di Serie A Femminile (non ancora professionistico, lo diventerà a partire dalla stagione 2022-23). Con il nome di Juventus Women, la squadra femminile bianconera diventa inarrestabile in ambito nazionale conquistando cinque Scudetti consecutivi, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane.

Il 2021-22 si rivela essere l'anno più importante per la sezione femminile della Juventus. Conquista in triplete nazionale (Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana) e si qualifica fino ai quarti di finale della Women's Champions League, punto più alto toccato dalle bianconere fino ad ora.

Nell'estate 2018, dopo l'ok della Federazione all'iscrizione di squadre riserve (o seconde squadre) a partire dai campionati di Serie C (senza avere la possibilità di raggiungere la stessa categoria della squadra principale, in questo caso la Serie A), la Juventus del presidente Andrea Agnelli fonda e iscrive alla terza categoria nazionale la Juventus Under 23 - che poi cambierà il nome di Juventus Next Gen.

Questo progetto ha portato alla conquista di una Coppa Italia di Serie C e dopo qualche stagione di assestamento, alla crescita di diverse ottime individualità che rimangono sotto il controllo della Juventus senza la necessità di cederli in prestito in società dove poi diventa difficile controllare la loro effettiva crescita giorno per giorno.

La Juventus Next Gen permette al club di evitare il salto dalla Primavera alla prima squadra, con un gradino intermedio che dà la possibilità ai giocatori di approcciare con i professionisti senza la pressione di una squadra che lotta ogni stagione per vincere, in Italia e in Europa.

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