Colpo da 90: Ronaldo dal Barcellona all'Inter

Colpo da 90 - Ronaldo
Colpo da 90 - Ronaldo / 90min Italia
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Possiamo dividere il calcio in due parti. Quello pre e quello post Luís Nazário de Lima, conosciuto come Ronaldo. Per distinguerlo dall'altro Ronaldo, Cristiano, si usano spesso soprannomi: dal più comune il Fenomeno, passando per Ronnie o Ronaldo il brasiliano.

Chi ha vissuto gli anni '90 e i primi anni 2000 con la piena capacità di intendere e di volere, aver visto Ronaldo - il Fenomeno, appunto - calcare i campi della Serie A ha rappresentato uno dei punti di massima estasi calcistica. Probabilmente parlo così perché non ho avuto la fortuna di vedere dal vivo calciatori come van Basten e Maradona. Eppure, anche chi ha qualche anno più del sottoscritto, descrive l'arrivo di Ronnie in Italia come qualcosa di incredibile e clamoroso.

Incredibile come la sua capacità di accelerare allo stesso modo con o senza palla, di dribblare con una semplicità disarmante l'avversario di turno e di essere sempre un passo oltre gli altri, non solo con le gambe ma anche con il pensiero. Clamoroso perché per portarlo in Serie A ci è voluta una follia di Massimo Moratti, estasiato dalla classe del brasiliano.


Colpo da 90 è un format ideato e realizzato dal team di 90min Italia per ripercorrere la storia e gli aneddoti legati ai grandi acquisti della Serie A degli anni '90. Non saranno obbligatoriamente le operazioni di mercato più importanti o più dispendiose, ma quelle che hanno lasciato un segno nel nostro campionato.


L'acquisto più costoso nella storia del calcio (nel 1997)

È l'estate 1997 e Ronaldo arriva da una stagione pazzesca con la maglia del Barcellona: realizza 47 reti in 49 partite, vince la Coppa del Re e la Coppa delle Coppe da protagonista e per concludere conquista il titolo di Pichichi (il capocannoniere della Liga Spagnola) e la Scarpa d'Oro.

Massimo Moratti si innamora follemente dell'attaccante brasiliano, al punto tale di aprire totalmente il portafoglio per versare al Barcellona l'intera clausola rescissoria: 48 miliardi di vecchie lire. Un record per quei tempi. A questa cifra si aggiunsero altri spiccioli, circa 3 miliardi di lire, dopo la decisione di una commissione speciale della FIFA in seguito al ricorso del club spagnolo che non considerava valida l'operazione (considerava la clausola di rescissione valida solo all'interno della Spagna). A causa del mancato accordo tra le due società, la FIFA è intervenuta dando inizialmente l'ok al trasferimento e poi aggiunge la cifra di circa 1,5 milioni di dollari all'operazione (contro una richiesta blaugrana da quasi 20 miliardi di lire).

Così l'allora patron dell'Inter si fece un regalo importante con l'obiettivo di riportare lo Scudetto nella sponda nerazzurra di Milano. Spoiler: arrivarono tanti infortuni e una Coppa UEFA.

Dal Pallone d'Oro agli infortuni

L'anno solare 1997 di Ronaldo si chiude nel migliore dei modi, con la vittoria del Pallone d'Oro. Un riconoscimento per la seconda parte di stagione con il Barcellona. Iconica la foto del brasiliano a San Siro mentre festeggia con il pubblico nerazzurro la vittoria di questo riconoscimento baciando il trofeo.

La stagione 1997-98 si chiude con la vittoria della Coppa UEFA e si gettano le basi per riportare lo Scudetto nella sponda nerazzurra di Milano. Ma nessuno in quel momento ha fatto i conti con la fragilità delle ginocchia del Fenomeno. Diventato capitano, nella stagione 1998-99 salta tante gare a causa di questi problemi fisici.

La stagione 1999-2000 è quella stregata: a novembre si lesiona il tendine rotuleo e salta gran parte della stagione, tornando in campo per la finale d'andata di Coppa Italia contro la Lazio (siamo ad aprile 2000). Sei minuti dopo il suo ingresso in campo, mette subito a dura prova il ginocchio operato qualche mese prima con la sua celebre finta di corpo, ma il ginocchio cede e cade a terra: tendine rotuleo rotto totalmente.

Le lacrime di Ronaldo, i giocatori della Lazio che prestano subito soccorso all'avversario, la disperazione dei compagni e dei tifosi nerazzurri. Rimarrà a lungo lontano dal rettangolo verde, perdendo gran parte della sua agilità e rapidità.

Il rimpianto Vieri e quel maledetto 5 maggio

"Per la mia generazione è stato quello che Maradona o Pelé erano per le precedenti. Era immarcabile. Al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava. Sembrava un extraterrestre"

Fabio Cannavaro

Ecco, provate ora ad immaginare questo Ronaldo in tandem con un bomber d'eccellenza. Impossibile? No. Perché Massimo Moratti si regalò anche Christian Vieri. Un All In del patron nerazzurro per poter trionfare in Serie A (e magari in Europa).

La coppia d'attacco più forte del mondo. Peccato che così fu solo sulla carta. Impossibile vederli insieme a causa dei continui infortuni del brasiliano. Sono stati compagni di squadra all'Inter per tre anni (ma qui andiamo già verso gli anni 2000) ma giocando insieme appena undici partite (quattordici secondo Wikipedia).

Tra le undici partite c'è quel maledetto (almeno per i tifosi interisti) 5 maggio 2002. L'Inter lanciata verso lo Scudetto è ospite della Lazio all'Olimpico. Uno stadio che si presenta totalmente nerazzurro, in parte per il gemellaggio tra le due squadre e in parte per impedire alla Roma - in caso di contemporanea sconfitta di Inter e Juventus - di vincere lo Scudetto.

Quel 5 maggio però diventa un giorno tragico per il popolo nerazzurro. Una gara che sembrava vinta ancor prima di iniziare a giocare finisce con l'inaspettata vittoria laziale per 4-2. Le lacrime di Ronaldo a fine partita, seduto in panchina, sono l'ultima immagine di Ronnie in versione interista. Da lì a poche settimane viene definito il suo trasferimento al Real Madrid. Ma qui siamo già ben oltre gli anni '90.