Colpo da 90

Colpo da 90: Hernan Crespo dal River Plate al Parma

Marco Deiana
Colpo da 90 - Hernan Crespo
Colpo da 90 - Hernan Crespo / 90min Italia
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Provate a chiedere ad un tifoso del Parma cosa gli viene in mente pronunciando due semplici parole, un nome: Hernan Crespo. Un tifoso su due - ma, a spanne, io direi anche di più - probabilmente vi risponderà con la rete realizzata al Tardini contro la Juventus. Un gol che ha portato al pareggio la squadra ducale contro i bianconeri, che non ha permesso di portare lo Scudetto in terra emiliana ma ha reso orgogliosa un'intera tifoseria, esaltata dal diagonale dell'attaccante argentino con la sua squadra in 9 uomini (per le espulsioni di Torrisi e Dino Baggio) e sotto di una rete contro la squadra che poi vincerà lo Scudetto.

Eppure il Parma ed Hernan Crespo ne hanno passate tante insieme. Hanno vinto insieme. Hanno sognato (tanto) insieme. E si sono anche separati, ma solo fisicamente perché quel legame tra il club gialloblù, la città e il Valdanito va oltre il calcio.

Crespo punta Montero e segna in diagonale contro la Juventus
Crespo punta Montero e segna in diagonale contro la Juventus / Grazia Neri/GettyImages

Il suo trasferimento dal River Plate al Parma forse non è il Colpo da 90 per eccellenza, almeno per come ormai siamo abituati a definire questo termine. Ma per il legame che si è creato tra il giocatore e il club, per i rimpianti della società argentina subito dopo la sua cessione, per i gol e le vittorie ottenute con i ducali, per tutto questo, alla fine dei conti per noi romantici è uno dei grandi acquisti degli anni '90.


Colpo da 90 è un format ideato e realizzato dal team di 90min Italia per ripercorrere la storia e gli aneddoti legati ai grandi acquisti della Serie A degli anni '90. Non saranno obbligatoriamente le operazioni di mercato più importanti o più dispendiose, ma quelle che hanno lasciato un segno nel nostro campionato.


L'exploit con il River Plate

Gennaio 1996. La dirigenza del Parma vola in Sud America per imbastire la trattativa che di lì a qualche mese avrebbe portato un giovane Hernan Crespo in Italia. Nel River Plate dopo una prima stagione tra i professionisti in doppia cifra di gol, Valdanito (così chiamato per la sua somiglianza a Jorge Valdano) si assesta sulle 7 reti in totale nella stagione 1994-95.

La stagione della consacrazione, almeno in Sud America, arriva proprio nella stagione 1995-96 e il Parma è il club più rapido a trovare un accordo con il River Plate. Lo trova qualche mese prima della definitiva esplosione di Crespo in Argentina, avvenuta con la doppietta nella finale di Copa Libertadores contro l'America de Cali che permette ai Millonarios di vincere il torneo. Per fortuna dei ducali, il tutto avvenne ad affare ormai concluso.

Hernan lascia l'Argentina con la vittoria di due campioni d'Apertura e un titolo di capocannoniere in un campionato di Clausura, oltre alla vittoria - citata poco sopra - della Copa Libertadores 1996.

Proprio quell'exploit improvviso in Copa Libertadores lasciò qualche strascico in casa River Plate per la cessione troppo affrettata di Hernan Crespo. Anche l'allora Presidente dell'Argentina, Carlos Menem (tifosissimo dei Millonarios), cercò di ritardare l'addio del Valdanito, senza fortuna.

L'arrivo a Parma, l'attesa e la consacrazione

Otto miliardi di vecchie lire, circa quattro milioni di euro al cambio attuale. Questa la cifra investita dal Parma per l'acquisto di Hernan Crespo, l'uomo che portò in cima al Sud America il River Plate appena qualche mese prima.

L'argentino atterra a Parma nel giorno di Ferragosto in una città deserta. Per vederlo in campo bisognerà attendere il mese di ottobre, colpa di un infortunio che non gli ha permesso di esordire prima con la maglia gialloblù in Serie A. Alla sua seconda partita con i ducali trova la via del gol e lo fa in uno stadio importante, quel Giuseppe Meazza che poi - diversi anni dopo - sarà anche la sua casa, con le maglie di Inter e Milan.

Peccato che per vedere la seconda rete di Crespo con il Parma bisognerà attendere marzo 1997. L'impatto con il calcio italiano è stato devastante per l'argentino, la cui fortuna è stata quella di essere in una piazza tranquilla, che sa anche aspettare e dare tempo per ambientarsi ad un nuovo stile di vita. E così è stato: Ancelotti prima, Sensini e altri senatori dello spogliatoio poi, hanno atteso e coccolato il Valdanito che, una volta ambientato, non si è più fermato.

Nelle quattro stagioni a Parma dal 1996 al 2000, Hernan Crespo è sempre andato in doppia cifra di reti, con la consacrazione definitiva nelle stagioni 1998-99 e 1999-2000 con oltre 25 reti stagionali. Con il Parma in quattro anni ha vinto una Coppa Italia (da capocannoniere del torneo), una Supercoppa Italiana e una Coppa UEFA.

Nell'estate 2000 il Parma dalla sua cessione ha incassato circa 110 miliardi di vecchie lire (comprese due contropartite tecniche: Matias Almeyda e Sergio Conceiçao).

Hernan Crespo, Alberto Malesani
Crespo e Malesani hanno portato in alto il Parma in Europa / Alessandro Sabattini/GettyImages

Lo Scudetto mancato

Se c'è un rimpianto nel matrimonio tra il Parma e Hernan Crespo è legato al mancato Scudetto. I gialloblù hanno lottato punto su punto con la Juventus nel primo anno del Valdanito in terra emiliana, ossia nella stagione 1996-97.

Il campionato però si concluse con la seconda posizione del Parma e il tricolore in direzione Torino, sponda bianconera, con una giornata d'anticipo. La sfida che di fatto ha deciso le sorti del torneo è stata la terzultima giornata di Serie A, con lo scontro diretto tra le due squadre disputato tra le mura amiche dei bianconeri. Risultato finale: 1-1. Vantaggio iniziale gialloblù e pareggio dei padroni di casa poco prima della fine del primo tempo.

Nell'occasione Hernan Crespo, sostituito poco dopo l'inizio della ripresa, non ha trovato la via della rete, nonostante il periodo di forma ottimo attraversato dal giocatore in quel finale di stagione. Un piccolo rimpianto. Solo quello, perché per il resto l'avventura di Crespo a Parma è stato semplicemente eccezionale (con tanto di ritorno a fine carriera).

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