Colpo da 90

Colpo da 90: Gianluca Vialli dalla Sampdoria alla Juventus

Andrea Gigante
Colpo da 90 - Gianluca Vialli
Colpo da 90 - Gianluca Vialli / 90min Italia
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C'è stato un tempo in cui la Serie A era il campionato più bello e competitivo al mondo. Tra la fine degli anni '80 e i '90, infatti, ogni giocatore sognava di venire in Italia per consacrarsi nell'élite del calcio e confrontarsi con gli avversari più forti in circolazione.

Il nostro paese era pieno di stranieri del calibro di Maradona e Zico, di Van Basten e Platini. Tuttavia, se dovessimo scegliere un calciatore italiano simbolo della Serie A di quel periodo opteremmo per Gianluca Vialli, l'attaccante dalle molteplici vite che ha regalato successi nazionali ed europei alla Sampdoria prima di accettare il corteggiamento della Juventus e portare i bianconeri verso un'era piena di successi.

A livello di club, ha vinto praticamente ovunque ha giocato. Tuttavia, se con Cremonese, Samp, Juve e Chelsea ha conquistato una Champions League, 2 Coppe delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa Europea, 2 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 FA Cup e una Coppa di Lega inglese, il suo grande rammarico è di non aver mai portato a casa un grande trionfo con la maglia della Nazionale. Con 286 gol in 737 partite giocate, Vialli è però una delle grandi leggende del calcio italiano.

Gianluca Vialli
Gianluca Vialli / Alessandro Sabattini/GettyImages

Colpo da 90 è un format ideato e realizzato dal team di 90min Italia per ripercorrere la storia e gli aneddoti legati ai grandi acquisti della Serie A degli anni '90. Non saranno obbligatoriamente le operazioni di mercato più importanti o più dispendiose, ma quelle che hanno lasciato un segno nel nostro campionato.


La Sampdoria formato Europa e i "Gemelli del gol"

La carriera calcistica di Gianluca Vialli inizia in maniera casuale: gli osservatori del Pizzighettone lo notano infatti nei campetti dell'oratorio in cui gioca da bambino e lo aggregano alle giovanili. Il suo desiderio di diventare un professionista è talmente forte che a 16 anni lascia la scuola ed entra nella Cremonese, la squadra della sua città nonché trampolino di lancio per il suo brillante futuro.

Nel suo primo anno con i grigiorossi disputa due partite in Serie C1. Sono poche, ma gli bastano per festeggiare la promozione. È nel campionato cadetto che prende il via la sua crescita: pur giocando da ala tornante, i suoi numeri salgono di stagione in stagione, tanto che nel1982/83 arriva a segnare 8 gol. Il merito del suo exploit è del tecnico Emiliano Mondonico che ne intuisce da subito le potenzialità. Vialli attira così l'interesse delle big e la prima a bussare alla porta della Cremonese è la Juventus di Boniperti. Il presidente bianconero però si rifiuta di spendere le 2 miliardi di lire richieste dal presidente Luzzara per il suo gioiello e lascia campo libero alla Sampdoria di Paolo Mantovani che lo acquista lasciandolo in grigiorosso fino al termine della stagione.

Nel 1985 Vialli si affaccia alla Serie A con in dote la promozione della Cremonese alla quale ha contribuito con 10 gol e la nomea di "next big thing" del calcio italiano. Boniperti si pente della sua decisione e tenta Luzzara: "Se lo dai a me te lo pago 1 miliardo in più della Sampdoria". Ma il numero 1 dei grigiorossi declina l'offerta: "Ho già dato la mia parola alla Samp". Era un altro calcio.

Quando Vialli sbarca a Genova è un 20enne che sogna di diventare un grande attaccante. È veloce, forte fisicamente, ha un ottimo dribbling e sa calciare con entrambi i piedi. Alla guida dei blucerchiati c'è Eugenio Bersellini, il 'Sergente di ferro', che vede in lui tutte le qualità di una prima punta.

Alla Samp ritrova Roberto Mancini, attaccante come lui, con il quale ha già giocato nella Nazionale giovanile. È stato proprio il Mancio a convincerlo a trasferirsi a Genova, spigandogli come Mantovani avesse in mente un progetto per competere con le squadre di Roma, Milano e Torino. I due formeranno una delle coppie offensive più prolifiche e iconiche del nostro calcio e passeranno alla storia come "I Gemelli del gol".

Gianluca Vialli, Roberto Mancini
Gianluca Vialli, Roberto Mancini / Alessandro Sabattini/GettyImages

I primi due anni blucerchiati sono complicati per Vialli, che deve fare i conti con problemi sia fisici sia tattici, dato che il suo spostamento a centravanti produce risultati altalenanti. Con Bersellini, arriva però la vittoria della Coppa Italia, dove la Samp batte il Milan di Liedholm nella doppia finale. Dopo un incredibile gol siglato nella gara di ritorno, Brera conia per l'attaccante il soprannome di "Stradivialli", facendo una similitudine in onore ai violini realizzati da Antonio Stradivari, suo concittadino.

Nel 1985/86 la Sampdoria fa meno bene del previsto e chiude la stagione all'11° posto. A quel punto Silvio Berlusconi, neopresidente del Milan, prova ad approfittare di un possibile malumore di Vialli, gli espone il piano di voler creare una rosa spaziale e gli propone un posto al centro dell'attacco rossonero. Il Cavaliere mette sul piatto 15 miliardi per il suo cartellino, Mantovani vacilla, ma il giocatore è categorico: "Ci ho pensato una notte intera, quando Mantovani mi ha avvertito. La conclusione è che nelle grandi squadre, come Milan e Juve, sei soprattutto un numero in funzione dei risultati. E a me, in questo momento, interessa essere soprattutto una persona".



Si tratterà di una scelta fondamentale per la sua carriera e per il futuro della Sampdoria, visto che nella stessa estate in panchina arriva Vujadin Boškov, il tecnico che farà di Vialli uno degli attaccanti più letali della sua generazione.

Vinta nuovamente la Coppa Italia, Berlusconi torna alla carica, ma la risposta rimane la stessa: "Resto alla Samp".

Nel 1989/90 i blucerchiati alzano l'asticella e conquistano la Coppa delle Coppe battendo l'Anderlecht in finale e riscattando la sconfitta dell'anno precedente contro il Barcellona. I giocatori sognano però lo Scudetto e i senatori, tra cui Vialli, Mancini e Pietro Vierchowod stringono un patto: non lasceranno Genova finché non vinceranno il campionato. L'anno seguente è quello buono e i 19 gol segnati da "Stradivialli" permettono alla Doria di conquistare il suo primo (e fin qui ultimo) Tricolore!

La stagione seguente, la Samp mette nel mirino il titolo più ambito: la Coppa dei Campioni. Lo zoccolo duro della squadra che aveva trionfato in Serie A l'anno precedente compie una vera e propria impresa e, al termine di una campagna europea esaltante, si guadagnano il diritto di affrontare in finale il Barcellona di Johan Cruyff.

Europa Cup 1 final - "FC Barcelona v Sampdoria"
Koeman con la Champions del '92 / VI-Images/GettyImages

La cornice è delle più suggestive, quella di Wembley, e le due squadre danno vita a una partita equilibrata, giocata sul filo di un rasoio. Dopo lo 0-0 dei novanta minuti, la finale si protrae ai supplementari dove però il Barça si porta in vantaggio grazie a un bolide su punizione di Ronald Koeman. I blucerchiati ne escono sconfitti. L'amarezza è tanta e in molti hanno la sensazione che il ciclo d'oro della Samp sia giunto al termine. Lo pensa anche Gianluca Vialli:

"Sapevo già che sarebbe stata l’ultima volta con la Samp. Perdemmo 1-0. Per quattro anni ho rigiocato quella partita nei miei incubi".

Nell'estate del '92 Vialli si separa dal suo Gemello e da quella Sampdoria che aveva trascinato verso un'era ricca di successi grazie ai suoi 141 goal in 321 presenze complessive.

Le due vite alla Juventus

Quando arriva la notizia di un accordo tra Mantovani e Boniperti, i giocatori della Samp sono fuori a cena. C'è chi scoppia a piangere, nemmeno lo stesso Vialli riesce a trattenere le lacrime. In fondo in fondo, spera che la trattativa salti all'ultimo. Ma tutto fila liscio: "Stradivialli" passa alla Juventus per 40 miliardi di lire più i cartellini di Corini, Bertarelli, Michele Serena e Zanini, tutti giocatori del settore giovanile bianconero.

La sua avventura torinese si può dividere in due periodi: il primo va dal '92 al '94 e vede Giovanni Trapattoni in panchina; il secondo prosegue fino al '96, con Marcello Lippi alla guida della Juve.

L'era trapattoniana si rivela burrascosa. Vialli fatica ad ambientarsi e, complici i continui problemi fisici, segna solo 10 goal in 42 presenze in campionato. La musica è leggermente diversa in Coppa UEFA, dove con 5 reti contribuisce al successo finale.

L'avvento di Lippi cambia le carte in tavola. Il tecnico viareggino gli assegna le chiavi di un tridente iperoffensivo con Ravanelli e il giovane Alessandro Del Piero (che si alterna con Baggio). Nel '94/95 Vialli segna in tutto 22 reti, vincendo Scudetto e Coppa Italia.

Per l'ex attaccante della Sampdoria la gioia più bella arriva l'anno successivo, quando la Juventus batte ai rigori l'Ajax in finale e si aggiudica la Champions League:

Gianluca Vialli
La Champions League della Juve / Alessandro Sabattini/GettyImages

"Segna subito Ravanelli, pareggia Litmanen.- ricorda l'ex centravanti -Una grande partita, finita ai rigori. La chiude Jugovic segnando il quarto. Io avrei dovuto calciare il quinto o il sesto. Fu un sollievo infinito. All’Olimpico avevo sbagliato un rigore al Mondiale del '90 contro gli Stati Uniti, e nel settembre 1993 mi ero rotto un piede tirandone un altro contro la Roma. La notte di Roma sapevo che sarebbe stata l'ultima occasione per vincere la Champions. Pensi gli incubi, se no".

Alla soglia dei 32 anni, Vialli ha vinto tutto quello che si può vincere e per chiudere la sua carriera decide di tentare un'esperienza all'estero. Si tratta per certi versi di una scelta forzata, visto che la Juve non vuole rinnovargli il contratto in scadenza. Così nell'estate del '96 si trasferisce in Premier League, un campionato in ascesa, e firma per il Chelsea dove forma un avamposto italiano insieme a Gianfranco Zola e Roberto Di Matteo. "Stradivialli" vincerà anche in Inghilterra, confermando ancora una volta di essere uno degli attaccanti più forti, prolifici e completi che l'Italia abbia mai avuto.


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