Cobolli Gigli: "Paratici e Nedved, dov'è finito lo stile Juve? Marotta certe cose non le avrebbe fatte"

Antonio Parrotto
Giovanni Cobolli Gigli
Giovanni Cobolli Gigli / ANDREAS SOLARO/Getty Images
facebooktwitterreddit

L'ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli ha parlato a Radio Punto Nuovo, nel corso diPunto Nuovo Sport Show dicendo la sua su Pavel Nedved e Fabio Paratici, attuali dirigenti della Juventus, inibiti per proteste dalla tribuna durante il derby. Ecco le sue parole.

Stile Juve?

"Non so dove sia finito. E non so neppure dove sia la furbizia: si fanno sentire da tutti in uno stadio vuoto. Una frittata che non dovevano combinare. Sono stato sempre critico nei confronti di Paratici. Nedved non adatto come vice-presidente. Se vogliamo parlare delle superficialità della vicenda di Perugia, parliamone e sono con la S maiuscola. Cuadrado, a metà settembre, ha fatto un esame di italiano e l'esito deve ancora arrivare: non capisco come sia arrivata l'immediata approvazione per l'esame di Suarez. Il presidente Agnelli sa quello che vuole e si vede che gli vanno bene questi dirigenti. La Juve vive una situazione opaca, poco trasparente. Paratici e Nedved dovrebbero leggere la storia della Juventus, dell'Avvocato Agnelli, di Boniperti. Questa Juventus si è impastoiata nei rapporti con gli ultras e nella superficialità dei suoi dirigenti. L'ufficio stampa invita i media a non contattarmi. Sono vissuto come un rompicoglioni".

Dirigenza Juve
Dirigenza Juve / Chris Ricco/Getty Images

Barcellona-Juve?

"Sono tranquillizzato dopo quello che ho visto nelle ultime gare della Juve. Contro il Torino è venuta fuori una vittoria non meritata, mentre con il Barcellona è venuta fuori una vittoria che non va trascurata, anche evitando errori in difesa. Può darsi che la vittoria col Toro abbia dato carica, quella con il Barcellona può aver dato certezze".

Cristiano Ronaldo?

"Quando è arrivato Ronaldo ero un po' perplesso per i costi e speravo in una crescita dei ricavi che coprisse questa crescita dei costi. Se non vinci la Champions o i ricavi commerciali non arrivano, è ovvio che una società come la Juve perda 90-100 milioni. Per me non è famiglia Agnelli, è famiglia Elkann. L'uscita di Marotta dalla Juve mi sembra di capire che sia avvenuta per l'affare Ronaldo: Marotta non avrebbe urlato in quel modo in uno stadio, questo è sicuro".


Segui 90min su FacebookInstagram e Telegram per restare aggiornato sulle ultime news dal mondo della Juventus e della Serie A.

facebooktwitterreddit