Serie A

Draghi telefona a Gravina: "Nessun aut-aut, ma esiste il rischio porte chiuse"

Stefano Bertocchi
Mario Draghi
Mario Draghi / Antonio Masiello/GettyImages
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La questione Covid-19 lega la Serie A e il Governo. Nella giornata di ieri si è fatta largo la voce del possibile stop del campionato per due settimane e della riduzione della capienza degli stadi, il tutto dopo che nel pomeriggio la Lega Serie A è stata costretta ad integrare l'ordine del giorno dopo una telefonata fatta dal Premier Mario Draghi al presidente della FIGC, Gabriele Gravina.

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina / Paolo Bruno/GettyImages

Il Presidente del Consiglio - riferisce La Gazzetta dello Sport - si è detto preoccupato per la situazione del calcio italiano in tema di contagi, con Gravina che ha spiegato i motivi dello stop generalizzato dalla Serie B in giù, facendo poi presente le difficoltà di calendario per la Serie A. "L'orientamento dei club è quello di non fermarsi e di andare avanti, con la consapevolezza però che altri scenari potrebbero prodursi visti i dati dell'avanzamento della pandemia. In pratica, le porte chiuse nel giro di 2-3 settimane se le cose non migliorassero" si legge sul quotidiano.

Anche secondo Tuttosport non c’è stato nessun aut-aut, ma esiste il rischio che un ulteriore incremento dei contagi possa riportare agli stadi con le porte chiuse. Come ammesso da Gravina a TS: "Esiste, evidentemente, il rischio che un ulteriore incremento dei contagi ci riporti agli stadi con le porte chiuse, è già avvenuto in Bundesliga, mentre in altri Paesi sono state adottate decisioni che hanno comunque imposto la riduzione del numero degli spettatori. Nessuno può prevedere con certezza l’evoluzione della situazione".


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