Juventus

Cassano attacca duramente Allegri: "E' presuntuoso, io l'avrei ribaltato!"

Giovanni Benvenuto
Antonio Cassano
Antonio Cassano / Paolo Rattini/GettyImages
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Dopo la stoccata di Daniele Adani il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, riceve un'altra frecciatina dopo il pareggio in trasferta contro la Sampdoria. Stavolta è Antonio Cassano ad attaccare duramente Allegri: l'ex calciatore di Roma, Inter, Milan, Samp e Real Madrid - intervenuto alla Bobo Tv - non si è sottratto nel criticare aspramente l'allenatore bianconero. Ecco quanto affermato.

La critica: "Il problema è che lui è presuntuoso. E la gente la sua presunzione non riesce a capirla. A lui non gliene frega niente di tutto il mondo, gli scivola tutto addosso. Quando ha avuto quello sfogo... Io non mi stupisco, per il solo fatto che ha tanti amici giornalisti che non gli fanno domande tecniche, tattiche o di calcio, lo fanno parlare, fanno il giochino delle tre carte, sono amici suoi...Se io fossi stato un suo giocatore - non Cassano, uno normale - nello spogliatoio l'avrei ribaltato perché lui ha parlato di categorie, ha detto che nella sua squadra ci sono giocatori che non possono fare determinate categorie, che non sono giocatori forti: è di una gravità allucinante, con la Sampdoria ha fatto una partita vergognosa con Vlahovic che ha toccato 9 palloni di cui nei primi 45 minuti 3. E Andrea Agnelli ha speso 75 milioni per dargli l'attaccante più forte della Serie A", riporta Calciomercato.com

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri / Nicolò Campo/GettyImages

Sempre su Allegri e la squadra: "Io dico, nello spogliatoio qualcuno avrebbe dovuto dirgli: "Aspetta un attimo, cos'è che volevi dire ieri?". Ci sono delle categorie, perfetto. C'è Angel Di Maria, e noi cosa siamo, scappati di casa? La società quello dovrebbe guardare, dirgli: "Amico, che categorie vuoi?". La squadra era già forte l'anno scorso, quest'anno cosa sono, gli alibi? Rabiot è titolare della Francia, lo volevi mandare via. Vlahovic? Di ventenni c'è solo il norvegese più forte di lui, e non riesce poverino a fare un tiro in porta. Di cosa sto parlando? Bremer poverino, non sapevo che giocatore era! Non posso pensare che fa un liscio del genere, che non sa se va avanti, va indietro... E poi un'altra cosa grave: lui, che ama difendere davanti alla linea di porta... dice che il calcio è andare avanti e non correre indietro. Ma da quando alleni fai giocare la tua squadra sempre negli ultimi venti metri, di cosa stai parlando? Per quello tutte le persone che dovrebbero fargli le domande gli fanno fare la sceneggiata...".


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