Caso Iran: cosa succederebbe in caso di esclusione da Qatar 22? Parla il regolamento

Andrea Gigante
Iran
Iran / ATPImages/GettyImages
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Cos'è successo in Iran? La nazionale iraniana può essere davvero esclusa dai Mondiali? E per l'Italia può realmente esserci ancora un barlume di speranza o si tratta di mere speculazioni figlie della delusione?

Queste e tante altre domande affollano la mente degli appassionati di calcio nelle ultime ore, ossia da quando fonti di tutto il globo hanno diffuso video e immagini di quello che è successo durante Iran-Libano, dove duemila donne, pur avendo comprato regolarmente il biglietto, non sono state fatte entrare allo stadio per assistere alla partita di qualificazione a Qatar 2022.

La FIFA sta analizzando ogni testimonianza e presto si esprimerà sulla questione, punendo la Federcalcio iraniana con una pena cha va da un richiamo severo fino all'estromissione da Qatar 2022. Ma vediamo più nel dettaglio cos'è successo e soprattutto leggiamo cosa dice il regolamento in merito.

Cosa è successo in Iran e perché rischia l'esclusione dai Mondiali

Ci troviamo a Mashhad, città a nord-ovest dell'Iran, dove l'estremismo religioso è endemico al potere politico. Qui va in scena la gara tra la nazionale di casa e il Libano, valida per le qualificazioni al Mondiale.

Per l'Iran si tratta di una partita inutile, perché il pass per il Qatar l'ha staccato con largo anticipo; più precisamente il 24 gennaio, dopo la vittoria 1-0 sull'Iraq. Attorno alla nazionale allenata da Dragan Skočić c'è grande entusiasmo ed è per questo che allo stadio Imam Reza c'è il tutto esaurito.

Sui 12.500 posti a sedere, duemila sono riservati alle donne. Sebbene si tratti di un numero modesto, tutti i tagliandi vanno a ruba. Solo che nessuna di esse riesce a entrare. A bloccarle sono steward e uomini della sicurezza davanti ai cancelli che, come si può notare dai filmati diffusi da @OpenStadiums, ricorrono perfino allo spray al peperoncino per far disperdere la folla.

Perché le donne iraniane non sono state fatte entrare? Per chi non lo sapesse, dalla rivoluzione islamica del 1979, gli stadi sono sempre stati considerati come luogo accessibile ai soli uomini ed è solo grazie alle pressioni della FIFA che, ormai da un paio di anni, è permesso l'ingresso anche alle appassionate in occasione delle partite internazionali. Permangono però fortissime limitazioni. Nel 2019 infatti, il match tra Iran e Cambogia è stato annunciato come un evento storico perché per la prima volta negli ultimi 40 era consentito alle donne di assistervi. Solo che queste furono fatte entrare molto più tardi rispetto agli uomini e lasciate sedere in una tribuna separata e appositamente schermata.

Nonostante le perplessità, la FIFA l'ha considerata una vittoria e si è raccomandata con la Federcalcio iraniana di garantire l'accesso alle donne anche durante le partite di qualificazione a Qatar 2022. Solo che l'amministrazione di Mashhad, pervasa da un forte conservatorismo religioso, non ha voluto sentir ragione e ha dato ordine di respingere con la forza tutte le tifose.

La reazione degli organi politici iraniani e della FIFA

Non si è fatta attendere la risposta di Mohsen Davari, Governatore della regione del Khorasan, che si è subito scusato per quanto accaduto. Sulla vicenda è intervenuto lo stesso presidente iraniano Ebrahim Raisi, il quale ha chiesto al Ministero degli Interni di aprire un'inchiesta a riguardo.

Suonano come un campanello d'allarme le parole di Mehrdad Seraji, membro del consiglio di amministrazione della Federcalcio iraniana IRIFF, che in un post sui social dichiara: "Ci sono notizie inquietanti sulle decisioni della FIFA e dell'AFC (Asian Football Association). In caso di esclusione dalla Coppa del Mondo, sono responsabili coloro che hanno aperto la strada agli "amari eventi di Mashhad". Un modo per mettere già le mani avanti in caso di estromissione.

La FIFA ha invece diramato una nota in cui chiede espressamente spiegazioni alla Federazione iraniana e rivendica il proprio ruolo nella promozione dei diritti delle donne. Ecco il comunicato integrale:

"La FIFA ha appreso con preoccupazione che le donne non sono state ammesse alla partita di Mashhad ieri e chiede alla Federcalcio iraniana maggiori informazioni su questo argomento.
La posizione della FIFA in relazione alla presenza delle donne alle partite di calcio in Iran è chiara: sono stati compiuti progressi storici, come esemplificato dalla pietra miliare dell'ottobre 2019, quando migliaia di donne sono state ammesse allo stadio per la prima volta in 40 anni, e più recentemente quando alcune donne sono state nuovamente ammesse alla partita di qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA a Teheran a gennaio. E la FIFA si aspetta che ciò continui, poiché non si può tornare indietro".

L'Iran rischia davvero l'esclusione dal Mondiale?

Passando in rassegna i vari articoli di cui è composto il regolamento della FIFA, quest'eventualità c'è.

Purtroppo - e qui ci si accorge di una certa debolezza dell'apparato normativo - ci sono punti che contrastano tra di loro. Prima di tutto, la FIFA rivendica sempre la propria terzietà, ossia non intende intromettersi "in materia di politica e religione" dei vari paesi. In un certo senso potrebbe appellarsi alla sua neutralità e archiviare l'accaduto, ritenendola una faccenda riguardante la politica interna dell'Iran.

Per fare "un'eccezione" è necessario dimostrare l'oggettiva trasgressione di altre norme statuarie. In sede di analisi, la FIFA terrà conto dei commi 1 e 2 dell'articolo 4, quello riguardante "Non discriminazione, uguaglianza e neutralità":

  1. Discriminazione di qualsiasi tipo nei confronti di un paese, di un privato o di un gruppo di persone per motivi di razza, colore della pelle, origine etnica, nazionale o sociale, genere, disabilità, lingua, religione, opinione politica o qualsiasi altra opinione, ricchezza, nascita o altro stato, orientamento sessuale o qualsiasi altro motivo è severamente vietato e punibile con la sospensione o l'espulsione.
  2. La FIFA rimane neutrale in materia di politica e religione. Possono essere previste eccezioni per quanto riguarda le questioni interessate dagli obiettivi statutari della FIFA.

In altre parole, qualora il Governo del calcio mondiale appurasse che quanto accaduto a Mashhad violi in maniera palese i propri valori portanti (come la promozione dei diritti umani), adotterebbe decisioni più severe, quali l'esclusione dal Campionato del Mondo. Questa possibilità è avvalorata dall'articolo 17:

"Il Congresso può espellere un'associazione membro solo su richiesta del Consiglio se:
(a) non adempie ai propri obblighi finanziari nei confronti della FIFA;
(b) viola gravemente gli Statuti, i regolamenti o le decisioni della FIFA;
(c) perde lo status di associazione che rappresenta l'associazione calcistica nel suo Paese".

Basterebbe guardare i video e le immagini che da ore circolano sul web per dimostrare in maniera incontrovertibile che le vicende di Iran-Libano costituiscano una violazione dei diritti umani. Inoltre, se si venisse a scoprire che a vietare l'ingresso delle donne sono state proprio le autorità religiose locali ci sarebbe un'ulteriore aggravante: l'interferenza della politica e delle istituzioni negli organi di governo calcistici delle associazioni (è il caso/precedente di Kenya e Zimbabwe, che persero i diritti associativi definiti nell'articolo 13).

Tuttavia, non è detto che la FIFA attui il proprio regolamento in maniera così pedissequa. D'altronde, ci ricordiamo tutti delle polemiche scaturite dalle condizioni inumane in cui vivevano e lavoravano gli operai che hanno costruito gli stadi in Qatar. Lì la Federcalcio mondiale non è mica intervenuta, perché dovrebbe farlo adesso?

L'Italia può avere davvero qualche speranza?

Alessandro Bastoni, Joao Pedro Galvao
Italia - Macedonia / Tullio M. Puglia/GettyImages

Non vogliamo alimentare false speranze, ma esclusivamente in teoria l'Italia può ancora andare al Mondiale.

Ragioniamo in termini ipotetici e facciamo finta che la FIFA abbia escluso l'Iran. Chi prenderebbe il suo posto? Il regolamento preliminare FIFA dei Mondiali 2022 all'articolo 6 cita il caso della "sostituzione" susseguente a ritiro o esclusione dalla competizione e spiega che la stessa Federazione "deciderà sulla questione a sua esclusiva discrezione e intraprenderà qualsiasi azione si ritenga necessario".

Non c'è nessun criterio che regoli il ripescaggio. La FIFA potrebbe decidere lanciando una monetina, potrebbe scegliere una nazionale dello stesso continente dell'Iran, una che ricopre più o meno lo stesso posto nel ranking oppure... potrebbe permettere ai Campioni d'Europa in carica (nonché 6ª nazionale al mondo) di partecipare a Qatar 2022. L'ambiguità in tal senso, insomma, non permette a priori di stabilire cosa accadrebbe.


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