Serie A

Capello: "Scudetto? La Juve è fuori. Serie A? La Premier è un altro sport. Zaniolo sembra Savicevic"

Antonio Parrotto
Fabio Capello
Fabio Capello / Emilio Andreoli/Getty Images
facebooktwitterreddit

Fabio Capello, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato della Serie A ma anche della sfida di questa sera tra Italia e Spagna in Nations League: "Non so se sarà più dura ma mi aspetto dei fastidi. Il loro calcio ci ha spesso creato delle difficoltà. E non credo che il copione della partita sarà tanto diverso. La palla la terranno loro. Ma se siamo bravi in difesa abbiamo buone possibilità perché la Spagna, che ha tante assenze importanti, ci lascerà delle opportunità per segnare".

Entusiasmo?

"Con il Mondiale alle porte l’importante è conservare l’umiltà, la voglia di sacrificarsi, l’allegria. Con questi presupposti abbiamo vinto. E ora non dobbiamo adagiarci. Confermarsi ad alti livelli è sempre difficile. Insigne falso nove? A me Insigne piace di più sul lato sinistro. In generale ritengo che i calciatori debbano essere messi nei ruoli naturali. Ma se Mancini ritiene che sia funzionale da finto centravanti l’esperimento ci può stare". 

Zaniolo?

"Perché Zaniolo quel ruolo non lo può fare. Zaniolo deve partire dalla fascia, sprigionare tutta la sua forza fisica, come faceva Savicevic nel mio Milan. Il paragone tra i due non mi sembra azzardato, purché chiaramente Zaniolo torni quello che era prima degli infortuni. Anche lui ha dei colpi di classe e di genio come Dejan".

Serie A?

"Ci sono delle novità interessanti, è vero, ma quando vedo la Premier League sembra un altro sport. E dipende anche dagli arbitri. Mancano arbitri bravi da noi? No, è un fatto di cultura. Da noi ogni contrasto è un fischio, all’estero non buttano la palla fuori neppure con l’uomo a terra. Mi fa ridere quando anche dei miei colleghi in tv per giustificare un fallo dicono “Beh, lo tocca”. Che vuol dire? C’è gente che si tuffa in continuazione, i famosi falli di svenimento... Così non cresciamo di livello".

Centrocampo?

"Sicuramente Tonali, che presto entrerà nel club arricchendo un centrocampo già completo. Per non parlare di Pellegrini, che con Mourinho ha trovato la scintilla giusta. Da molti anni non avevamo un reparto così forte: saranno in tanti a lottare per un posto. E il centrocampo è l’anima della squadra. Jorginho è da Pallone d’Oro? Senza dubbio. Non solo perché ha vinto tutto ma anche perché nelle vittorie è stato determinante. Nel 2021 non vedo giocatori altrettanto decisivi".

Fabio Capello
Fabio Capello / Jonathan Moscrop/Getty Images

Difesa?

"Bonucci e Chiellini sono dei totem. Torno al discorso di prima: se il centrocampo ti sostiene, l’esperienza è un valore e la vecchiaia si sente meno".

Fischi a Donnarumma?

"Spero che sia accontentato, perché è un giocatore della Nazionale che ha dato un contributo fondamentale per il titolo europeo. Ma mi lasci dire una cosa: Donnarumma è stato irriconoscente verso il Milan, andando al Psg. Per tutto ciò che il club aveva fatto per lui e la famiglia quando era ragazzino, avrebbe dovuto comportarsi diversamente".

Squadre spagnole?

"Servirà del tempo per ricostruire. Il Madrid ha bisogno di un paio di difensori centrali: li ho visti contro il Maiorca, mamma mia. Ma davanti stanno bene, anche senza Mbappé, perché hanno talenti interessanti. Il Barcellona non può muoversi, ha problemi economici. Ma con gli stadi pieni aumenteranno i ricavi e piano piano apriranno un nuovo ciclo".

Juve fuori dal discorso scudetto?

"Per me sì. E’ già troppo lontana dal vertice e ha tante squadre davanti. E’ un campionato molto combattuto e se devi recuperare punti a Napoli, Milan, Inter e Roma diventa complicato".


Segui 90min su Twitch.

facebooktwitterreddit