Capello rivela: "Lotta Scudetto? Sono rimasto impressionato dall'Atalanta ma non c'è una vera favorita"

Niccolò Mariotto
Fabio Capello
Fabio Capello / JOHANNES EISELE/Getty Images
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Fabio Capello, ex allenatore di Roma, Juventus e Milan tra le tante squadre, è intervenuto ai microfoni di Radio Deejay nel corso della trasmissione Deejay Football Club ed ha fatto una disamina a 360° del campionato di Serie A.

Fabio Capello
Fabio Capello / VASILY MAXIMOV/Getty Images

LOTTA SCUDETTO - "Molto difficile parlare di una favorita ma chi mi ha impressionato di più è sicuramente l'Atalanta. Gioca partite da Champions come successo con la Juve ma con una mentalità diversa rispetto alle altre. L'Inter? È in un momento solido ma è il Napoli la migliore seconda: dopo il ko di mercoledì sera può fare il ragionamento che feci io dopo una sconfitta a San Siro quando dissi ai miei giocatori che la mia Roma era da Scudetto".

LITE TRA GOMEZ E GASPERINI - "Bisogna capire prima se c'è stata una mancanza di rispetto. Dopo tanti anni, un allenatore deve lasciare una squadra perché, pur inventandosi nuove cose, diventa ripetitivo. Non si possono fare figli e figliastri, anzi i più bravi devono dare l'esempio agli altri; un tecnico non può accettare che i giocatori in campo facciano quello che vogliono".

SQUALIFICA INSIGNE - "Alcuni arbitri ai miei tempi avevano personalità e in certi momenti ti intimidivano, ma c'era rispetto. Dall'altra parte c'erano quelli con cui non avevi dialogo. Ma dico una cosa su quello che succede nel calcio italiano oggi: dopo ogni contrasto i giocatori urlano come se fossero stati feriti. Sui calcio d'angolo la gente si butta per terra per fermare il contropiede".


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