Serie A

Caos arbitri: il VAR a chiamata può essere la soluzione?

Andrea Gigante
Dialogo col VAR
Dialogo col VAR / Giuseppe Bellini/GettyImages
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Il campionato non si è ancora concluso, ma siamo certi che della Serie A 2021/22 ci ricorderemo principalmente due cose: l'emozionante lotta Scudetto e le innumerevoli polemiche scaturite in seguito a scelte arbitrali controverse.

Infatti, raramente è capitato che a marzo inoltrato ben tre squadre (anzi, facciamo quattro) fossero ancora in corsa per il titolo. A condizionare il percorso di Milan, Napoli e Inter ci hanno pensato però degli episodi dubbi, dai quali ne sono usciti avvantaggiati o danneggiati.

Marco Guida
Marco Guida / Jonathan Moscrop/GettyImages

Nell'occhio del ciclone ci è finito soprattutto il VAR, supporto tecnologico che spesso ha aiutato gli arbitri nelle loro decisioni, ma sul quale persiste ancora più di qualche perplessità. Infatti, il Video Assistant Referee riesce a individuare un fuorigioco millimetrico, invisibile per l'occhio umano, salvo però "offuscarsi" quando la situazione avviene in area di rigore.

Se la palla finisce della zona più bollente del campo, paradossalmente entra in campo la componente personale del direttore di gara. A stabilire se un contrasto, una spinta o un qualsiasi tackle sia o meno lecito è l'arbitro. Il VAR può intervenire solo in casi oggettivi come un tocco di mano.

Il protocollo da un lato mette ancora il potere decisionale nelle mani dell'arbitro, dall'altro però rende ogni episodio suscettibile di interpretazioni diametralmente opposte. Un contrasto può essere da rigore per il fischietto più pignolo, ma quello più "all'inglese" lascia proseguire l'azione. Chi ha ragione? In teoria tutti e due.

A pagarne sono però le squadre in campo che si vedono assegnare un fallo troppo fiscale o - al contrario - negare uno più evidente. Come uscire da questa situazione?

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VAR in azione / MIGUEL MEDINA/GettyImages

Probabilmente la sezione della FIFA che si occupa dell'organizzazione del VAR dovrebbe pensare a una modifica dell'apparato normativo. L'obiettivo è di inseguire - per quanto sia possibile - un metro di giudizio univoco che non lasci spazio a fraintendimenti. Una delle possibilità sarebbe di buttare un occhio su tennis o pallavolo, dove la moviola viene invocata dagli allenatori che hanno a disposizione un certo numero di chiamate per tempo.

Se i tecnici potessero chiedere il ricorso al VAR, molte delle situazioni più discusse verrebbero risolte. Naturalmente ci sono degli aspetti negativi: in tanti lo userebbero come strumento per perdere tempo negli ultimi minuti della partita, oppure potrebbero finire le chiamate e non averne più per altri episodi controversi.

Questo è tutto possibile, ma vedendo l'andamento del campionato è evidente che serva una modifica sul regolamento del VAR.


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