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Calabria: "Ho alte aspettative per me e per il Milan. Terzino grazie a Inzaghi"

Andrea Gigante
Davide Calabria
Davide Calabria / Ciancaphoto Studio/GettyImages
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Davide Calabria è stato ospite del format On the road, in onda sull'app ufficiale del Milan. Il terzino rossonero si è raccontato a 360 gradi: dal suo rapporto con la città, alla prima volta sugli spalti di San Siro, fino all'esordio con i professionisti. Non sono poi mancate alcune dichiarazioni sui suoi obiettivi e quelli del club. Leggiamo le sue parole (fonte: calciomercato.com).

Su Milano:
"Ho un bel rapporto con la città di Milano, mi piace molto la città. Sono originario di Brescia, ma sono acquisito da Milano. È una città che offre tanto. È bellissima: a parte i servizi e la gestione, rimane piccola ed è anche comoda da viverci. La gente è sempre aperta, ci sono tanti turisti e sono tutti coccolati. Si vive sempre molto bene".

Sui suoi obiettivi:
"Sono nel pieno del mio percorso. Ho un'età in cui i prossimi anni saranno quelli più importanti, più decisivi, più nel pieno della carriera, anche se è tutto abbastanza personale... Ho alte ambizioni e aspettative, sia per me che per il Milan: ci meritiamo di tornare ai livelli a cui siamo abituati".

La prima partita vista a San Siro:
"Sono quasi sicuro che sia stata Milan-Lille di Champions League. Ci sono andato poco, ma perché giocavo nel settore giovanile. Ero nel settore verde, quelli costavano meno... Noi facevamo i gradassi. Non pensavo neanche di giocarci come calciatore, ho iniziato a pensarci dai 15-16 anni".

Davide Calabria
Davide Calabria / Ivan Romano/GettyImages

Il primo ruolo ricoperto in carriera:
"Ero un mediano, però più di intelligenza che altro... Giocavamo a sette e facevo il centrocampista. Sono arrivato al Milan come mediano, poi ho fatto la mezzala in un centrocampo a tre nel settore giovanile per poi, con gli Allievi di Inzaghi, giocare da terzino sinistro per un anno. È stato molto importante e avevo fatto molto bene a sinistra, l'anno dopo mi ha spostato a destra ed eccomi qua".

Sul suo esordio con il Milan:
"L'ho vissuto bene, bellissimo momento, ma non è il mio più bello. Di solito ti danno il contentino per l'esordio, ma io volevo giocare... Non un solo minuto. È l'anno dopo, quando ero in bilico se andare in prestito o rimanere, che ho fatto due-tre partite e Mihajlovic mi ha detto 'mi sei piaciuto, devi rimanere qui'. Avevo 18 anni, se ti dice qualcosa Mihajlovic è la strada giusta".

Sul suo impegno per l'ambiente:
"Ci tengo, le piccole cose che possono aiutare ad inquinare meno si devono fare. Anche la raccolta differenziata è molto importante, così come, per esempio, chiudere l'acqua quando ci si lava. Sono piccoli dettagli, ma se lo facessimo tutti... A Milanello siamo tutti molto educati su questa cosa, si cerca di sprecare il meno possibile. Bisognerebbe insegnarlo nelle scuole, così come l'educazione al rispetto. Bisogna crescere con determinati concetti giusti. Sono al Milan da 15 anni e ho iniziato a capirli sin da piccolo. Il calcio si sta muovendo da questo punto di vista, si vorrebbe fare ancora di più, anche perché succedono cose che reputo assurde. Noi abbiamo il potere di influenzare le persone: è importante dare determinati messaggi".


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