Serie A

Le big di Serie A confermano i loro tecnici: un cambio di prospettiva?

Francesco Castorani
AC Milan vs FC Internazionale - Serie A
AC Milan vs FC Internazionale - Serie A / Anadolu Agency/GettyImages
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In Serie A, ma più in generale in Europa, il ruolo dell'allenatore è sempre a rischio. I contratti lunghi scarseggiano e la durata raramente raggiunge e supera i 3-4 anni. Si parla spesso con nostalgia dei cicli più famosi ricordando le epoche Ferguson o Wenger, ma nemmeno club economicamente forti come quelli della Premier League sono riusciti riproporre qualcosa di simile; Guardiola e Klopp sono alla guida di City e Liverpool rispettivamente da quasi 7 e 6 anni. Cicli longevi ma che, almeno nel caso dello spagnolo, probabilmente presto si concluderanno.

Nel nostro campionato la tendenza è diversa. Basti pensare che in Serie A ci sono soltanto tre i tecnici in carica nei rispettivi club da almeno 2 anni (Gasperini, Mihajlovic e Pioli) e soltanto il tecnico dell'Atalanta può considerarsi autore di un vero ciclo (è da 6 stagioni alla guida della Dea). Quando le cose vanno male c'è l'attitudine a sostituire l'allenatore, probabilmente una situazione derivante dal fatto che resta la decisione economicamente più sostenibile per dare una svolta nell'immediato. Non sempre però si tratta della decisione giusta.

Ne abbiamo visti di possibili cicli aprirsi, far sperare e concludersi prima del tempo. Le milanesi hanno cambiato molto negli ultimi dieci anni; la Juventus meno, ma conta comunque 3 allenatori diversi nelle ultime 3 stagioni. Lotito è riuscito a mantenere a lungo Inzaghi, mentre sponda Roma i tecnici che si sono avvicendati sulla panchina giallorossa non sono pochi. La Fiorentina, tornata in auge con Italiano, ha avuto 8 allenatore diversi dal post-Prandelli.

Fiorentina's coach Cesare Prandelli gest
Cesare Prandelli / ANDREAS SOLARO/GettyImages

Ora, come sottolinea il giornalista Giuseppe Pastore, con il rinnovo di Vincenzo Italiano sulla panchina viola è praticamente ufficiale la conferma dei tecnici delle "otto sorelle" dopo una stagione. Un evento che non capitava da 18 anni, dalla stagione 2003/04. A quel tempo le prime otto della classifica erano Juventus, Inter, Milan, Lazio, Parma, Udinese, Chievo e Roma, e i tecnici Lippi, Cuper, Ancelotti, Mancini, Prandelli, Spalletti, Del Neri e Capello vennero confermati in blocco.

Pavel Nedved of Juventus celebrates the title win with the fans
Lippi / Grazia Neri/GettyImages

Dunque, si può pensare a un'inversione di tendenza? Appare difficile perché il mercato di giocatori e degli allenatori è in continua evoluzione. 2 degli allenatori delle prime 8 hanno rinnovato a fine stagione, 2 attendono ancora il rinnovo e nessuno di questi ha firmato un contratto che supera il 2025. Più che un discorso comune di progettualità, sembra quindi trattarsi di una casualità che potrebbe già non ripetersi il prossimo anno.

Mettendo da parte eventuali esoneri o dimissioni in corsa o a fine stagione, sia Pioli che Spalletti, rispettivamente prima e terza forza della Serie A, hanno un contratto in scadenza a giugno 2023 con opzione di rinnovo di un anno. Proviamo a spiegare squadra per squadra i motivi di questa casualità.

Pioli-Milan. Lo Scudetto rossonero era difficilmente pronosticabile. La vittoria di Pioli non solo è storica perché avvenuta da outsider, ma ha anche reso noto a tutti il livello dell'allenatore di Parma, che mai prima aveva raggiunto queste vette.

Stefano Pioli
Stefano Pioli / Nicolò Campo/GettyImages

Inzaghi-Inter. Coppa Italia e Supercoppa non consolano, ma quella di Simone Inzaghi si conclude comunque come una stagione positiva. L'Inter è stata prima (o potenzialmente prima vista la gara da recuperare) per lunghi tratti del campionato, gioca bene e ha dovuto sopperire alle partenze di due campioni come Lukaku-Hakimi, perdendo lo Scudetto all'ultima giornata.

FC Internazionale v UC Sampdoria - Serie A
Inzaghi / Simone Arveda/GettyImages

Spalletti-Napoli. Perfetto nelle prime dieci giornate, calato leggermente nella parte finale. Il sogno Scudetto è stato concreto per molti mesi e Spalletti ha dato ampiamente il suo contributo. È un allenatore esperto che ha permesso al Napoli di rendere anche sopra le aspettative, ora servirebbe salire quel gradino per provare a raggiungere il livello delle milanesi.

Luciano Spalletti
Spalletti / Gabriele Maltinti/GettyImages

Allegri-Juventus. È tornato a Torino per aggiustare le cose e non ci è riuscito, almeno al primo anno. Quanto costruito negli anni precedenti da tecnico della Juventus gli ha garantito la fiducia per proseguire, cosa non concessa nè a Pirlo nè a Sarri. Il suo stipendio è il più alto tra quello degli allenatori in Serie A e, con un mercato adeguato, può riportare i bianconeri sul tetto d'Italia. I risultati lo avrebbero messo a rischio, il suo status lo tiene al sicuro.

Massimiliano Allegri
Allegri / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages

Sarri-Lazio. Nel post Inzaghi, Lotito è riuscito a calmare le acque investendo su un allenatore importante. Maurizio Sarri ha sposato il progetto Lazio e condotto i biancocelesti al quinto posto nella sua prima stagione. Nella prossima ci si aspettano degli investimenti e, anche se il mercato dipende molto da Milinkovic-Savic, la garanzia dei capitolini si chiama Maurizio Sarri.

SS Lazio v Hellas Verona FC - Serie A
Sarri / Marco Rosi/GettyImages

Mourinho-Roma. È tornato con il suo stile e ha portato un trofeo al suo primo anno. Il solo annuncio a Roma ha fatto impazzire la folla; il cammino in campionato va migliorato, ma uno come lui è garanzia di mercato e tifosi e dirigenza giallorossa sicuramente non hanno alcuna intenzione di togliergli fiducia.

Jose Mourinho
Mou e la Conference / Silvia Lore/GettyImages

Italiano-Fiorentina. Partiti con Gattuso, finiti in Conference League con Italiano. La stagione della Fiorentina è stata particolare: l'era Gattuso non è mai cominciata, quella dell'ex Spezia è iniziata con idee di gioco ben precise che hanno riportato in Europa la Fiorentina di Rocco Commisso, nonostante la cessione di Vlahovic alla Juventus a gennaio.

Vincenzo Italiano
Italiano sotto la Fiesole / Gabriele Maltinti/GettyImages

Gasperini-Atalanta. Ha scritto le pagine più belle della storia dell'Atalanta generando valore, portando la Dea prima in Europa e poi in Champions League, e sfiorando ben due volte la Coppa Italia. Quest'anno non ha centrato l'obiettivo, nella seconda parte di stagione si è rotto qualcosa; niente di insanabile per Percassi e Gasperini, che a Bergamo hanno affrontato e superato diverse crisi.

Gian Piero Gasperini
Gasp / Marco Luzzani/GettyImages

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