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Aspettare Di Maria o guardare altrove: il silenzio del Fideo e il bivio della Juve

Youssef Fadili
Argentina v Estonia - International Friendly
Argentina v Estonia - International Friendly / Juan Manuel Serrano Arce/GettyImages
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Sensazioni positive, sensazioni negative e tanta tanta attesa: la telenovela Di Maria continua a mantenere sulle spine la Juventus ed i suoi tifosi. La caccia all'attaccante esterno in casa bianconera alberga ancora nell'incertezza dopo svariati giorni di mercato, tra sviluppi da attendere e nomi secondari che non infiammano una piazza momentaneamente delusa dalla situazione creatasi.

Non è una sorpresa che i tifosi bianconeri si aspettassero un acquisto di peso dopo il secondo quarto posto consecutivo in campionato e la situazione in uscita ha peggiorato solamente i malumori. Aver lasciato partire Dybala e Bernardeschi, seppur quest'ultimo non abbia ben figurato in complessivo nella sua avventura alla corte della Vecchia Signora, senza avere in pugno almeno un possibile sostituto si sta trasformando lentamente in una spina nel fianco per quella che sarà la Juventus 2022/23.

Il colpo ideale?

La scelta di puntare tutto su Di Maria, a primo impatto, sembrava poter essere la decisione ottimale per rinforzare nel breve tempo il reparto offensivo senza, però, dover investire grandi cifre dopo il pesante investimento dettato dall'affare Vlahovic. Un elemento congeniale al 4-3-3 di Massimiliano Allegri che perfettamente poteva sposarsi e scambiarsi con i vari Cuadrado e Chiesa, sia per qualità palla al piede che per capacità di essere schierato su entrambe le corsie esterne.

Angel Di Maria
Argentina v Estonia - International Friendly / Juan Manuel Serrano Arce/GettyImages

Un vero e proprio colpo da novanta, un profilo che avrebbe potuto anche infondere una minima parte della propria esperienza europea ad un gruppo relativamente giovane e con tanta voglia di fare bene. Una figura che professionalmente non si discute, ma il mercato non ne sta lasciando un buon disegno.

Un'attesa che dice tanto

La lunga pausa di riflessione presa nel considerare l'offerta bianconera e l'interesse concreto del Barcellona hanno, però, rimesso in gioco le varie carte girate sul tavolo. La Juventus ha bisogno, in virtù di un percorso di crescita progressivo, di certezze e di fedeltà incondizionata alla maglia, sicurezze che attualmente Di Maria non riesce a garantire. Il tempo preso dal Fideo per prendere una decisione sembra apparentemente mostrare una realtà in cui c'è poco interesse a sposare una specifica causa rispetto ad un'altra, ma l'unico obiettivo sembrerebbe essere quello di restare per pochi altri mesi e basta.

Una volontà che non giustificherebbe l'alto ingaggio richiesto dall'atleta e dal suo entourage per la brevissima longevità del contratto desiderato. La conflittualità in merito alla durata dell'accordo da firmare non può essere, ad oggi, una motivazione adeguata per rimandare la decisione finale sulla sua prossima avventura. L'atteggiamento dell'argentino si allontana parzialmente da quella professionalità tanto decantata nei suoi confronti, dipingendo un calciatore attualmente interessato solamente al proprio tornaconto e poco alla destinazione definitiva.

In un quadro del genere, appare evidente come la Juventus sia posta ad un bivio: accettare di essere una seconda scelta per il progetto offerto, rischiando di sposare l'ideologia sportiva di un calciatore che dopo Qatar 2022 potrebbe perdere motivazioni oppure scegliere di cambiare raggio d'azione e puntare altri nomi - sacrificandone certamente dal punto di vista qualitativo. La situazione suggerisce, anche per tempistiche da rispettare, di non andare oltre l'ultimatum posto. Non si tratta di un profilo da affiancare ad un progetto a lungo termine, gli sguardi potrebbero anche volgere altrove.


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