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Antonello: "Giusto dare sostenibilità al club. Nuovo stadio? Importante averlo"

Alessandro Antonello
Alessandro Antonello | Pier Marco Tacca/GettyImages

Alessandro Antonello, amministratore delegato dell'Inter, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Repubblica. L'ad nerazzurro parla a tutto tondo: dal nuovo stadio fino al bilancio, per poi passare per il fair-play finanziario e il futuro della società. Ecco quanto affermato.

Sul nuovo stadio: "Assicurerebbe maggiori incassi alle squadre e servizi migliori al pubblico, al quartiere e alla città. Per noi costruire un impianto a San Siro è di sicuro la prima scelta, ma se il dibattito pubblico che si sta avviando dovesse avere tempi troppo lunghi, o se il progetto già modificato ne uscisse stravolto, allora ci orienteremo su un piano B. Vogliamo un nuovo stadio e averlo è più importante rispetto a dove averlo. Temiamo un allungamento dei tempi o uno stravolgimento del progetto che è già stato modificato per venire incontro alle richieste del Comune. Se una di queste condizioni si verificasse potrebbe spingerci altrove. Il dibattito pubblico è lecito e corretto, ma come investitori dobbiamo avere la certezza dei tempi. Dobbiamo tenerci anche un piano alternativo nel caso le cose non vadano come previsto. Inter e Milan hanno presentato un progetto al Comune per poter costruire un nuovo stadio. Se il progetto non piaceva si sarebbero dovuti trovare altri proponenti. Non è un regalo ai club, ma un investimento che guarda agli interessi di chi lo fa e anche a quelli della città. E le aree, dopo 90 anni, torneranno al Comune. San Siro lo hanno fatto le squadre e il successo delle squadre. Se i club vincono possono dare lustro anche a un impianto altrove. E poi i tifosi si affezionano in fretta a uno stadio che può dare emozioni, ma anche tanti servizi".

Alessandro Antonello
Alessandro Antonello | Pier Marco Tacca/GettyImages

Sul bilancio: "Quello dell'anno scorso era un risultato penalizzato da fattori straordinari: non solo la pandemia, ma anche l'interruzione dei rapporti contrattuali con il mister Conte, Nainggolan o João Mario. Quest'anno la perdita sarà più che dimezzata, diciamo attorno ai 100 milioni. Certo che i costi, specie quelli per i compensi della rosa, sono poco comprimibili. Bisogna aspettarsi altri anni di austerity all'Inter? In questo momento è corretto garantire una sostenibilità economica e finanziaria al club e se questo significa una riduzione dei costi andremo avanti in questo senso. Come si conciliano i tagli con l'esigenza di essere competitivi in Serie A e nei tornei internazionali? La disciplina economico finanziaria deve essere sempre bilanciata dalla competitività sul campo".

Sul fair-play finanziario: "Anche Milan, Roma e Juve stanno dialogando con la Uefa su questo punto e in generale gli effetti della pandemia coinvolgono più di una trentina di club in tutta Europa. Per questo la Uefa, in uno spirito collaborativo e non punitivo, sta mettendo a punto i termini di un accordo transattivo in cui accompagnerà le squadre ai nuovi criteri di sostenibilità finanziaria".

Sulla società: "Ovviamente rispondo per l'Inter. La presenza del presidente Steven Zhang nell'ufficio qui accanto rappresenta anche fisicamente l'impegno di lungo termine della proprietà nel club".


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