Serie A

Analisi sulla Serie A dopo le prime sette giornate

Simone Catanzaro
Serie A
Serie A / Nicolò Campo/GettyImages
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Come accade ogni anno di questi periodi, è arrivato il momento della prima pausa per le Nazionali.
La Serie A si ferma lasciando la possibilità ai calciatori di mettersi in mostra con il proprio Paese in vista del Mondiale che avrà inizio tra poco meno di due mesi in Qatar. A questo punto si può fare un primo bilancio su chi ha impressionato di più e chi meno in questo inizio di campionato.

Senza dubbio la rivelazione del campionato è stata l'Udinese. Cinque vittorie un pareggio e un'altrettanta sconfitta alla prima contro il Milan è il bottino collezionato fin qui dalla squadra di Sottil, portandosi meritatamente al terzo posto in classifica. Una squadra fisica, ben organizzata e che sembra avere una mentalità differente rispetto alla passata stagione. La mancata partenza di Deulofeu è sicuramente stata un vantaggio per i friulani, i quali hanno completato la rosa acquistando molti giocatori giovani e poco conosciuti ai più ma che si sono rivelati fin qui delle valide risorse, a testimonianza dell'ottimo lavoro di scouting che il club dei Pozzo porta avanti ormai da anni.

Come detto, l'unica sconfitta dell'Udinese è avvenuta contro il Milan di Leao, senza dubbio il calciatore più in forma del campionato fino a questo momento, con 3 gol e 3 assist in 6 partite disputate. Protagonista di tante voci di mercato e al centro di una trattativa per il rinnovo contrattuale che ancora non è arrivato, Leao si diverte e fa divertire, regalando prestazioni di assoluto livello come quella nel derby vinto dai rossoneri per 3-2. Quello che salta all'occhio del portoghese non sono le statistiche ma la bellezza delle sue giocate, sempre con quel sorriso stampato sul viso che trasmette un senso di facilità e di leggerezza in tutto quello che fa.

Tra le squadre meno brillanti e più deludenti fin qui troviamo l'Inter e la Juventus. La sconfitta contro l'Udinese per 3-1 è l'ennesima conferma del momento negativo che stanno attraversando gli uomini di Simone Inzaghi nonostante le due vittorie contro Torino e Viktoria Plzen. Complice un momento di forma negativo per molti uomini chiave, i nerazzurri non sembrano avere quella leggerezza e quella libertà mentale che ne hanno caratterizzato il gioco nella passata stagione.

La situazione in casa Juventus, invece, sembra essere più preoccupante. Una fragilità emotiva e una condizione mentale poco confortante danno l'impressione di confusione e smarrimento nei giocatori in campo. Gli infortuni di Chiesa e Pogba non devono essere un alibi perché, a prescindere da loro, due sole vittorie in sette gare non sono sufficienti per una rosa come quella bianconera. In questa sosta bisogna ritrovare compattezza per ripartire nel migliore dei modi. D'altronde la Juve non è nuova a inizi di campionato shock per poi risalire la china durante il corso della stagione. E guarda caso sempre con Allegri in panchina.

Se il Napoli non è certamente una sorpresa del nostro campionato, quello che ha destato più stupore è l'impatto avuto da Kvaratskhelia in Serie A. Il georgiano, arrivato in Italia durante l'ultima finestra di mercato estiva, ha raccolto la pesante eredità di Lorenzo Insigne sulla fascia sinistra azzurra. Aveva già impressionato durante il pre campionato, ma si sa, il calcio d'agosto lascia il tempo che trova. Ma i 4 gol e 2 assist messi a referto in queste prime sette giornate di campionato sono l'esempio di come l'ex Rubin Kazan sia un giocatore di assoluta qualità, capace di fare bene anche in un campionato molto diverso da quello in cui ha militato precedentemente.

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