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Altro prestito o fiducia: cosa deve fare il Milan con Pobega?

Andrea Gigante
Tommaso Pobega
Tommaso Pobega / Claudio Villa/GettyImages
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Gli allenamenti sono ripresi da qualche giorno e probabilmente i giocatori del Milan non fanno che parlare della passata stagione. Negli spogliatoi di Milanello c'è però qualcuno che l'anno scorso quello Scudetto non l'ha vinto. Un nuovo acquisto? No, a dir la verità è un ragazzo che i corridoi del centro sportivo li conosce molto bene, perché nelle giovanili rossonere ci è cresciuto.

Tommaso Pobega ha fatto ritorno alla base dopo un prestito secco al Torino, l'ennesimo della sua carriera da calciatore professionista che l'ha visto cambiare quattro maglie in quattro anni.

Dopo essersi svezzato tra Ternana, Pordenone e Spezia, il diploma presso la scuola di Ivan Juric lo consacra a tutti gli effetti: è finalmente diventato un giocatore da Serie A. Ma è abbastanza pronto per indossare la maglia dei campioni d'Italia in carica? Servirà un'altra esperienza per farsi le ossa, oppure gli addetti ai lavori hanno constatato che le ossa se l'è già fatte, solo che non sono abbastanza robuste per reggere la pesante casacca del Milan?

Tommaso Pobega
Tommaso Pobega / Nicolò Campo/GettyImages

Nella passata stagione Pobega ha raccolto 4 gol e 3 assist in 33 presenze con i granata. Tuttavia, l'aspetto più rilevante riguarda la sua duttilità: Juric l'ha infatti schierato indistintamente come trequartista, mezzala o come mediano davanti alla difesa. Il classe '99 ha sempre interpretato i ruoli a modo suo e anche quando giocava lontano dalla porta non faceva mancare gli inserimenti in area di rigore.

Sintomo di disobbedienza? Dipende dai punti di vista, per i più attenti potrebbe anche essere sinonimo di personalità, una caratteristica che bisogna sempre apprezzare nei giocatori così giovani.

Visti i precedenti, probabilmente Pobega non avrà nemmeno disfatto la sua valigia nella stanza di Milanello, ma stavolta in cuor suo avrà qualche speranza in più. D'altronde non è più il giovincello con gli occhiali tondi di qualche anno fa. Certo, assomiglia ancora a Harry Potter, ma il suo pedigree calcistico è notevolmente diverso.

Perché mai il Milan dovrebbe privarsi di un giocatore giovane, duttile, talentuoso e con ampi margini di miglioramento?


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