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L'allarme di Marotta: "Riduciamo gli stipendi dei calciatori. Non solo dell'Inter"

Omar Abo Arab
L'Ad Inter Beppe Marotta
L'Ad Inter Beppe Marotta / Alessandro Sabattini/Getty Images
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Il 19° scudetto vinto dopo una lunga attesa non ha potuto distogliere l'attenzione dai problemi economici che attanagliano l'Inter. E tra le richieste di spending review arrivate dalla proprietà e dal presidente Steven Zhang in persona arrivano anche le parole di Beppe Marotta.

Giuseppe Marotta, Steven Zhang
Marotta e Zhang / Jonathan Moscrop/Getty Images

L'amministratore delegato nerazzurro, ai microfoni della rubrica del Tgr "Settimanale" ha parlato di una questione stipendi che non riguarda solo l'Inter, ma anche tutto il calcio italiano: "Credo che il primo obiettivo sia ridurre i costi, come quello del lavoro, quindi gli stipendi dei giocatori che incidono in modo forte e poi, in subordine, valorizzare al massimo le risorse - le parole di Marotta riportate dalla Gazzetta dello Sport -. Noi possiamo garantire il massimo impegno. Questo significa dare tutto di sé per raggiungere obiettivi ancora nuovi. Ma non sempre l’equazione è 'chi più spende più vince', c’è anche una componente umana e motivazione che ha sicuramente un grande valore”.

Antonio Conte
Antonio Conte / Marco Luzzani/Getty Images

C'è poi la questione che riguarda Antonio Conte. L'allenatore che ha riportato lo scudetto all'Inter potrebbe anche lasciare il club visto il possibile "ridimensionamento": "Il grande artefice di questa cavalcata è stato Conte, i giocatori che hanno risposto alle sue indicazioni e la società che ha supportato il tutto. Tutti insieme abbiamo gioito inaspettatamente perché la festa è arrivata quattro giornate prima della fine, anche questo è un piccolo record - ha proseguito - Credo che il gap per quanto riguarda non solo l’Inter ma per tutte le squadre italiane - dice riguardo alla Champions - sia ancora abbastanza evidente. Non a caso la finale è tra due squadre di Premier League, in Europa League c’è una squadra inglese. Siamo lontani da quelle performance di inizio anno 2000 con le italiane ai primi posti. C’è da lavorare e c’è anche un modello da rivedere” ha concluso Marotta.


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