Calcio femminile

La Serie A Women diventa professionistica: a che punto è il calcio femminile in Italia?

Andrea Gigante
Inter
Inter / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Dalla prossima stagione, il calcio femminile italiano diventerà ufficialmente professionistico. Si tratta di un momento cruciale per la crescita di un movimento che col passare degli anni raccoglie sempre più seguito.

Grazie a questa storica decisione, la Serie A Women diventerà così il primo campionato sportivo a vedere per protagoniste delle professioniste. La stagione in corso sarà dunque fondamentale per prepararsi a uno storico cambio di rotta. Ma oggi a che punto è il calcio femminile?

Il cambio di format

Dopo anni di anonimato, il calcio femminile vuole farsi conoscere e per questo imbastirà delle trattative con delle reti televisive per i diritti delle partite di Serie A. Tuttavia, per rendere il prodotto più appetibile, le istituzioni si sono preoccupate di aumentare il tasso di competitività all'interno del massimo campionato.

Ecco perché dalla prossima stagione la Serie A Women prevedrà solo 10 squadre al posto delle attuali 12. Il che significa che alla fine di quest'anno ci saranno ben 3 retrocesse e solo una promozione dalla Serie B.

Dal canto suo, la cadetteria potrà contare su 2 partecipanti in più, aumentando da 14 a 16 squadre. Il restyling del format ha investito la Serie C già da questa stagione, con la creazione di 3 gironi da 14 club l'uno.

I contratti e le nuove generazioni

Gran parte della crescita del movimento dipende dalle nuove generazioni; pertanto, bisogna coltivare la passione delle ragazzine che vogliono giocare a calcio e metterle nelle condizioni di farlo al meglio.

Prima della pandemia, si contavano 30.000 tesserate, di cui 16mila under 15. Nella sua strategia per il calcio femminile, la FIGC si è ripromessa di raddoppiare questa cifra, arrivando ad almeno 30mila Under 12.

Non solo giovani calciatrici, la Federazione intende aumentare le garanzie nei confronti delle atlete più grandi. Lo status da professionista riconoscerà infatti maggiori tutele dal punto di vista previdenziale e sanitario. A giovarne saranno anche i club che non vedranno più partire le proprie tesserate a parametro zero così facilmente.

L'affluenza negli stadi

Per farsi conoscere, il calcio femminile ha però anche bisogno di essere visto. Per aumentare l'affluenza dei tifosi, la Juventus ha messo a disposizione biglietti gratuiti per il big match di Champions League contro il Chelsea di mercoledì 13 ottobre.

Certo, si tratta di un'iniziativa molto ammirevole, ma il gap con gli altri paesi d'Europa rimane abissale. Basti pensare che club come Barcellona e Manchester City hanno costruito stadi appositi dalla capienza di 4/5000 posti per ospitare gli incontri delle proprie compagini femminili.

Supporters of Juventus Women
I tifosi bianconeri durante un Juventus-Fiorentina femminile / Marco Canoniero/GettyImages

La nuova Champions

In questa stagione, l'UEFA ha rivisto la Women's Champions League, adottando un format che ha accresciuto la circolazione di denaro e i premi garantiti alle partecipanti.

A causa del basso ranking dell'Italia, le prime due classificate della Serie A Women, cioè Milan e Juventus, hanno dovuto affrontare i preliminari prima di qualificarsi al torneo. Le rossonere non ce l'hanno fatta, le bianconere sono riuscite ad andare avanti. L'accesso alla fase a gironi ha garantito a Sara Gama e compagne 400mila euro, ben cinque volte in più di quanto si incassava al passaggio del primo turno col vecchio format.

Rispetto ai colleghi, il calcio femminile appare ancora molto indietro. Tuttavia, valorizzare questo movimento significa riconoscere maggior equità e combattere ogni forma di discriminazione di genere.


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