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A 44 anni si ritira Shunsuke Nakamura

Francesco Castorani
Yokohama FC v Consadole Sapporo - J.League Meiji Yasuda J1
Yokohama FC v Consadole Sapporo - J.League Meiji Yasuda J1 / Hiroki Watanabe/GettyImages
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Shunsuke Nakamura si ritira dal calcio giocato a 44 anni. Una notizia che scuote chi aveva dimenticato giocasse ancora alla sua età (decisamente tardiva per un calciatore professionista), chi non dimenticherà mai il mancino di un trequartista che si è fatto conoscere in Europa nel primo decennio degli anni 2000.

La storia di Nakamura è già leggenda prima del suo ritorno in Giappone. Non è nè il primo nè l'unico ad arrivare in Italia e presentarsi da grande talento al calcio europeo. Hidetoshi Nakata con le maglie di Roma e Parma, Inamoto all'Arsenal, Ono al Feyenoord. È però sicuramente quello più iconico, con una caratteristica che permette a ognuno di noi di identificarlo all'istante: il suo calcio di punizione mancino.

Shunsuke Nakamura
Shunsuke Nakamura of Reggina in action / Getty Images/GettyImages

A Reggio Calabria arriva nel 2002 per indossare la 10, lasciata da Cicco Cozza, della Reggina. Segna 12 gol e fornisce 4 assist con gli amaranto, tra cui 3 calci di punizione, uno alla Roma di Francesco Totti e due al Brescia di Roberto Baggio. In Italia resta 3 anni, il tempo necessario per mostrare le sue qualità tecniche, un trequartista che veniva definito leggero con un piede educato e una sensibilità capaci di allungargli la carriera fino a 44 anni.

Sbarca al Celtic dove scrive un pezzo di storia. In Scozia vince campionati e coppe, gioca la Champions League, segna nei gironi contro il Manchester United sia nel match di andata che in quello di ritorno, rigorosamente su calcio di punizione, e viene anche nominato tra i candidati al Pallone d'Oro, unico giapponese a riuscirci.

Si trasferisce poi all'Espanyol, dove la parentesi non è felice e resta pochi mesi prima di tornare in Giappone. Tra Celtic e Reggina segna 13 gol su calcio piazzato, ai quali si aggiungono quelli con gli Yokohama Marinos, con il Jubilo Iwata, con lo Yokohama Fc e la Nazionale. Si è ritirato apparendo per l'ultima volta davanti al pubblico nel match casalingo di uno Yokohama già matematicamente promosso in JLeague 1, in una stagione in cui ha giocato pochissimo subentrando soltanto qualche volta.

Shunsuke Nakamura
AFC Asian Cup 2007 Quarter Final - Japan v Australia / Koji Watanabe/GettyImages

Il calcio di punizione come tratto distintivo, un plus per un calciatore, una qualità decisamente non determinante in un'eventuale scelta di mercato. A meno che quelle traiettorie non diventino così abituali da ridurne l'effettiva difficoltà e trasformare un fallo a ridosso dell'area di rigore quasi in un calcio dagli undici metri.

Per molti resterà tra i migliori specialisti su calcio di punizione nella storia, insieme a Juninho, a Maradona, Messi, Ronaldinho, David Beckham, Andrea Pirlo e pochi altri. Probabilmente con qualche gol realizzato in meno, sicuramente con l'aura leggendaria di un calciatore non molto mobile, ma con una classe evidente e un sinistro geniale.

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