Siamo solo all'ottava giornata ma vedere il ​Cagliari al quinto posto in classifica, solitario (ad oggi solo la Fiorentina, vincendo a Brescia, può raggiungere i sardi), fa un certo effetto. Non perde da sei giornate. Dopo i due KO iniziali - oltretutto in casa - contro Brescia e Inter, la formazione isolana ha sempre portato a casa un risultato positivo (quattro vittorie e due pareggi). E lungo questo - ancora breve - cammino ha incrociato squadre come Roma e Napoli (entrambe in trasferta!).


Dalla disperazione iniziale dopo le prime due sconfitte stagionali all'esaltazione totale al termine dell'ottava giornata. Dalla paura di un campionato anonimo, con rischio retrocessione, alla speranza di un campionato ricco di soddisfazioni, con uno sguardo verso l'Europa. E non sarebbe male nell'anno del Centenario. A maggio 2020 il Cagliari festeggerà i suoi 100 anni di storia e il patron Tommaso Giulini non ha certo badato a spese sul mercato, con l'idea di regalare ai suoi tifosi una stagione più rilassante rispetto al solito, lontana dalle zone basse della classifica. L'Europa League è un sogno, una speranza. Nulla di più. Se dovesse arrivare, ben venga, ma è bene mettere nel mirino l'obiettivo principale: mantenere la categoria.

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La vittoria alla Sardegna Arena contro la SPAL ha proiettato il Cagliari a quota 14 punti in classifica, al quinto posto in classifica. La zona Champions League è distante appena due lunghezze, la zona retrocessione invece dista otto punti. Ad oggi la formazione isolana è la rivelazione della stagione (se escludiamo l'Atalanta, terza in classifica, ormai una vera e propria realtà del calcio italiano). 


L'addio di Barella e il doppio grave infortunio di Cragno e Pavoletti (che rientreranno nel 2020 inoltrato) non hanno affossato la squadra. Perdere i tre elementi più importante della stagione 2018-19 in un colpo solo avrebbe distrutto chiunque formazione medio-piccola, non il Cagliari. Giulini ha saputo scegliere ottimamente i suoi sostituti, andando a investire grosse cifre per portare a casa la coppia di mediani Rog-Nandez (in sostituzione di Barella, passato all'Inter), sostituendo Cragno con lo svedese Olsen (che si sta riscattando dopo una stagione disastrosa a Roma, sponda giallorossa) e acquistando il Cholito Simeone al posto di Pavoletti. Senza dimenticare i meno pubblicizzati Mattiello (poco utilizzato), Luca Pellegrini (titolare della fascia mancina difensiva), Walukiewicz e Ragatzu. No, non mi sono dimenticato di ​Radja Nainggolan. Il belga è stato la ciliegina sulla torta di una sessione di mercato di altissimo livello. Il Ninja ha sposato il progetto rossoblù dopo aver ricevuto il benservito dall'Inter, calandosi subito nella parte.


Parliamo di un Cagliari costruito con intelligenza e ambizione. Non è un caso che due degli acquisti più costosi della storia del club siano stati fatti proprio nell'estate 2019, ossia Nandez e Rog, e il terzo sarà Simeone (che verrà riscattato a fine stagione). Ora la piazza cagliaritana si gode il quinto posto. Non è vietato sognare.


A cura di Marco Deiana


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