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I 5 motivi per i quali l'intervista di Lukaku è un chiaro autogol

Lukaku
Lukaku / James Williamson - AMA/GettyImages
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Le parole di Romelu Lukaku a Sky Sport hanno scatenato un vero e proprio terremoto anche al di fuori del contesto inglese, per ovvie ragioni, toccando anche l'Inter e la Serie A.

I trascorsi del belga in nerazzurro e i suoi riferimenti, messaggi d'amore, alla piazza interista hanno causato la delusione di Tuchel e del Chelsea e, al contempo, non hanno scaturito una reazione esattamente festosa (tutt'altro) proprio nella controparte nerazzurra.

Parole che sanno di autogol quelle del centravanti belga, partito in estate tra mille critiche e protagonista adesso di un nuovo caso, per certi versi più clamoroso. Vediamo perché le sue dichiarazioni hanno un effetto decisamente controproducente:

1. Il rapporto col Chelsea

Romelu Lukaku, Thomas Tuchel
Tuchel e Lukaku / Robin Jones/GettyImages

Le parole di Lukaku, pur essendo state trasmesse solo nei giorni scorsi, risalgono al periodo precedente al suo ritorno in campo (con annesse reti contro Aston Villa e Brighton).

I problemi fisici e il tempo lontano dal campo non risultano però scusanti sufficienti per Tuchel, il tecnico lo ha infatti lasciato fuori contro il Liverpool e ha trovato fuori luogo quelle dichiarazioni. Il club stesso ha in qualche modo "subito" le parole del giocatore, pagato peraltro a peso d'oro e forte di un ingaggio da capogiro. Tutti aspetti che, di certo, mal si sposano con uno sfogo del genere.

2. La reazione dell'Inter

FC Internazionale v Torino FC - Serie A
Tifosi nerazzurri / Giuseppe Bellini/GettyImages

In estate i tifosi dell'Inter hanno visto in qualche modo macchiato il ritorno allo Scudetto, col timore incombente di una smobilitazione e col pesante addio di Conte con cui misurarsi.

Lukaku agli occhi dei tifosi ha abbandonato la nave in tempesta, scegliendo la strada più facile, e a questo punto le sue parole suonano come "lacrime di coccodrillo" a chi ha a cuore le sorti del club nerazzurro. Peraltro il primo posto e il rendimento degli acquisti estivi mettono l'Inter in posizione di forza, senza bisogno di implorare qualcuno di tornare.

3. I riferimenti a Milan e Juve

FC Internazionale v Genoa CFC - Serie A
Lukaku e Ibra / Stefano Guidi/GettyImages

Il calciomercato insegna come sbilanciarsi sul futuro e sulle possibili destinazioni sia un esercizio fin troppo audace, persino presuntuoso talvolta.

Allo stesso modo la parola "mai" riferita a realtà comunque importanti come Milan e Juve è un vezzo che in pochi possono permettersi e che, di fatto, non fa che generare muri e enfatizzare inimicizie. Un altro passaggio dell'intervista che, probabilmente, il belga poteva risparmiarsi.

4. La questione ingaggio

Romelu Lukaku
Romelu Lukaku in nerazzurro / Marco Canoniero/GettyImages

Un altro aspetto controverso delle parole di Lukaku riguarda la sua versione sull'addio all'Inter: non tanto il richiamo del cuore, ovvero del Chelsea, quanto un aumento dell'ingaggio non arrivato da parte dell'Inter come condizione necessaria per evitare l'addio che poi è maturato.

Anche sognando un ritorno all'Inter è chiaro come queste parole siano un ulteriore passo falso, se non altro a livello mediatico, per rendere improbabile l'ipotesi.

5. Il rapporto con l'agente

Anche Pastorello, agente di Lukaku, ha finito suo malgrado per divenire protagonista dell'intervista a Sky.

Il belga ha spiegato di essersi addirittura arrabbiato col procuratore quando era emersa la pista Juve per il futuro ma, al di là di tale citazione, è chiaro che scatenare contemporaneamente la rabbia dell'attuale club che dei nerazzurri sia deleterio per lo sviluppo del giocatore e possa avere conseguenze sul suo futuro professionale.


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