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Perché la riabilitazione è stata così lunga? Lo spiega il fisioterapista di Milik

Arkadiusz Milik
Arkadiusz Milik | DeFodi Images/GettyImages

Un'arma che la Juventus non sapeva nemmeno più di avere, ma che potrebbe contribuire in un finale di stagione in cui per ottenere la qualificazione in Champions League servirà lottare con le unghie e con i denti. Con l'ingresso nel match con il Sassuolo, Arkadiusz Milik spera di essersi messo definitivamente alle spalle un calvario durato 665 giorni e ora punta a dare una mano ai bianconeri.

Intervistato da Tuttosport, il suo fisioterapista Arnaud Chabert ha parlato del lungo, lunghissimo percorso riabilitativo al quale si è dovuto sottoporre il polacco, che nonostante le avversità ha sempre tenuto duro.

Come ha conosciuto Milik?
"Ci siamo incontrati quando lui era a Marsiglia. Io sono un fisioterapista e lavoro individualmente con i calciatori. Ho iniziato a lavorare con lui anche oltre il contesto del club e non ci siamo più lasciati, l’ho seguito anche alla Juve".

La riabilitazione:
"Ha fatto un primo intervento che non è andato così bene e poi un secondo. Da qui c’è stato un lungo periodo con difficoltà nella riabilitazione, sia dal punto di vista del ginocchio che delle compensazioni muscolari. Un percorso complicato anche per via degli infortuni precedenti".

Non mollare mai:
"Arek è un tipo davvero forte. Sono orgoglioso di conoscere e lavorare con un ragazzo così. Ha una mentalità professionale, non ha mai mollato, neanche un giorno, neanche quando le cose non andavano benee potevano insorgere pensieri negativi. E, quindi, questa professionalità lo ha portato fin qui e sono davvero contento di vedergli fare i primi minuti in campo".

Il rientro in campo:
 "Il corpo risponde molto bene e per quello è tornato con la squadra e poi in campo. Questa estate era tornato con la squadra prima del Mondiale per Club ma, magari, è stato un po’ presto. Da lì ha fatto di tutto durante questi mesi per non smettere e tornare a questi livelli. Arek ha una forza mentale incredibile, che ho visto poche volte in questo mondo. E una resilienza, una capacità di resistere a tutto quello che succede nella vita veramente impressionante".