La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo, ma attorno alla candidatura di Giovanni Malagò emerge un possibile ostacolo di natura giuridica. A poche settimane dal voto del 22 giugno, il quadro resta aperto non solo sul piano politico, ma anche su quello regolamentare, con dubbi che potrebbero incidere sulla stessa eleggibilità dell’ex presidente del CONI.
Il caso ineleggibilità e il nodo legale
Secondo quanto riportato dall'ANSA, tra gli avversari di Malagò si starebbe facendo strada l’ipotesi di una sua ineleggibilità legata al cosiddetto “cooling off period”, o pantouflage. Si tratta di una norma che prevede un periodo di pausa per chi ha ricoperto incarichi in enti vigilanti prima di poter assumere ruoli in organismi collegati. Nel caso specifico, il passaggio diretto dal CONI alla FIGC potrebbe essere oggetto di verifica da parte di autorità come ANAC o Antitrust. Una questione che, al momento, resta teorica ma destinata ad approfondimenti nelle sedi opportune.
Equilibri elettorali e prossime mosse
Sul fronte politico, la candidatura di Malagò appare comunque solida. Dopo il sostegno della Lega Serie A, sono arrivati anche quelli di AIC e AIAC, che rappresentano una quota significativa in assemblea. Tuttavia, la partita è tutt’altro che chiusa. Giancarlo Abete resta in corsa e può contare sul peso della Lega Nazionale Dilettanti. Decisivi saranno gli incontri con Serie B e Serie C, in programma nei prossimi giorni, che potrebbero orientare gli equilibri. Malagò attenderà questi passaggi prima di ufficializzare la candidatura, con la scadenza fissata al 13 maggio. Salvo sorprese, si andrà regolarmente al voto senza ipotesi di commissariamento.
