Niente squalifica per Antonio Conte nonostante l'offesa a rivolta all'arbitro Gianluca Manganiello, in occasione della sfida di Coppa Italia tra Napoli e Como (dello scorso 11 febbraio). Lo sfogo, "testa di c...", non è stato ravvisato dagli ufficiali e non è stato dunque sanzionato direttamente sul campo: nessuna espulsione in quell'occasione per l'allenatore partenopeo.
Le riprese televisive hanno poi permesso di vedere l'accaduto, connesso al fallo di Ramon su Hojlund (che secondo Conte doveva condurre all'espulsione). La Procura Federale, spiega il Corriere dello Sport, ha aperto un fascicolo a riguardo e Conte rischiava quattro giornate di qualifica come minimo: le spiegazioni fornite da Conte alla Procura Federale si legavano alla tensione, al peso del risultato e alla gravità dell'errore.
Dopo l'audizione la Procura e il legale del tecnico hanno raggiunto un accordo, grazie all'art. 126 del Codice: commutazione della squalifica (per collaborazione prestata dall'indagato) a 6mila euro di ammenda, cifra che sarà destinata a un'associazione dedita alla cura dei malati di tumore. Si attende il comunicato ufficiale in merito ma l'accordo tra le parti c'è.
