Nkunku rivela perché ha scelto il Milan e commenta i rumors di gennaio

Christopher Nkunku
Christopher Nkunku / Claudio Villa/GettyImages
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Da oggetto misterioso a risorsa preziosa, in grado di far sognare al Milan traguardi ben più ambiziosi della "semplice" qualificazione in Champions League. Christopher Nkunku ci ha messo un po' ad ambientarsi, ma alla fine è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista tra le fila rossonere. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il francese ha proprio spiegato i motivi legati al suo avvio a rilento, dopodiché ha parlato del rapporto con alcuni compagni di squadra, per poi soffermarsi sulle ambizioni stagionali sia di squadra che individuali.

I due gol a Verona sono stati il tuo punto di svolta?
"Onestamente mi hanno reso molto felice, però il mio obiettivo era ed è essere in buona condizione". 

Quanto ha influito sul suo rendimento non aver fatto la preparazione estiva?
"Tantissimo. È come se un giornalista facesse un’intervista senza preparare le domande... Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non fai il precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma". 

Quanto ha sofferto per il suo digiuno di gol in Serie A?
"Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol ... è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri". 

Allegri a dicembre ha detto: "Nkunku deve stare calmo e sorridere di più". Ora sorride e segna.
"Quando il mister dice qualcosa, devi farla tua perché ha tanta esperienza. In quel momento, più che sorridere, stavo nel mio mondo per cercare di essere pronto. Però sì, quando sorridi e vedi le cose in modo positivo, tutto cambia". 

Si sente al 100% o può crescere ancora?
"Mi sento meglio rispetto all’inizio perché dopo la doppietta al Verona e un paio di incontri saltati per un problema alla caviglia, ho potuto giocare qualche gara di fila da titolare e questo mi ha aiutato". 

Quanti gol vuole fare quest'anno?
"Non parliamo di numeri. Io ho sempre l’obiettivo di sfruttare le occasioni che ho per segnare: se ne ho 10-12, il mio focus è fare 10-12 gol. Per riuscirci devo continuare ad adattarmi al campionato che è diverso dagli altri in cui ho giocato". 

Sui rumors di gennaio:
"Non ho mai pensato di andare via, questo è il punto. Il mio agente non mi ha mai parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho mai chiesto di cercare altro o di parlare con altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan. Nel mio lavoro, se inizi ad ascoltare tutti, non puoi concentrarti su ciò che conta. Un giorno dicono che vai lì, un altro che vai là, ma tu sei una persona sola, non puoi essere ovunque... So dove voglio stare e pazienza se la gente parla".

A Milanello con Maignan, Fofana e Rabiot parlate mai del Mondiale?
"Non molto, perché ora ci concentriamo tutti sul vincere qui al Milan. Il Mondiale arriverà tra tre o quattro mesi e, se renderemo al massimo nel club, avremo più possibilità di essere convocati".

Allegri sostiene che questo sia il miglior Rabiot della carriera. È d’accordo?
"Io l’ho sempre conosciuto così, ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Penso possa giocare 90’ ogni giorno perché non è mai stanco. Ed è nel picco della carriera, tra i 29 e i 31 anni. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia". 

Perché ha scelto il Milan?
"Semplice: se ti chiama il Milan, che per me è il club più grande d’Italia, il 90% del lavoro è già fatto. In più ho capito che la società vuole vincere titoli e questo è anche il mio obiettivo: ho avuto la possibilità di alzare trofei ovunque sono stato e voglio farlo anche qui, in un club che è nato per vincere". 

Maignan è super nel parare i rigori, lei è bravo a batterli. In allenamento chi vince la sfida?
"Direi 50 e 50. Mike ci ha aiutato a fare punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano. Non potevamo dirgli 'resta, resta', ma ora che ha rinnovato il contratto siamo più tranquilli: è una cosa buona per il club che rimanga". 

Su Modric:
"Luka è super: ha una qualità unica e fa dei lanci di esterno pazzeschi. Se ci provo io, mi si sposta l’anca… Incredibile abbia 40 anni, ma può giocare fino a 45-46". 

Tra lei e Leao chi è più veloce?
"Sulle distanze lunghe forse Rafa; sulle più corte, forse io". 

In campionato l’Inter è prima con otto punti di vantaggio. Allo scudetto non ci pensa?
"Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, una partita speciale". 


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