Intervista a 360 gradi, quella rilasciata da José Mourinho ai microfoni di Sport Mediaset e Il Giornale. Lo Special One non ha solo parlato delle squadre italiane che ha allenato, cioè Inter e Roma, ma ha anche suggerito due nomi - uno per la panchina della Nazionale, l'altro per la presidenza FIGC - per rilanciare il movimento calcistico del nostro paese. Non è infine mancato un commento alla recente inchiesta arbitrale che sta travolgendo la Serie A.
Alleneresti la nazionale italiana?
"Voglio essere sincero, all'Italia non serve un commissario tecnico straniero. Non potete avere Carletto, ok. Ma avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri 5 o 6".
Per la presidenza federale:
"Vi faccio l'esempio del Portogallo: venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni. Basta questo per capire e magari copiare. Ero con Rui Costa e non credevamo che la nostra Italia potesse esser fuori dal Mondiale. L'Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L'Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max"
Le favorite per il Mondiale:
"Mi piacerebbe il Portogallo, ma Carletto è Carletto. Il Brasile ce la può fare con lui, una cosa è una squadra è con Carlo, una senza. L'Argentina è una vera squadra, unita, compatto, hanno piacere a giocare per la Nazionale. Poi la Francia, ha tre squadre praticamente che possono competere. L'Inghilterra prima o poi arriverà. Sto pensando di fare vacanze fino ai quarti, ci sono troppe squadre, vanno lì solo per perdere. Fenomeno sociale incredibile, ma se parliamo di vero calcio ci sono squadre che vanno lì solo a passeggiare. Dai quarti inizia la festa".
Su Chivu:
"Mi fa piacere per Chivu che l'Inter possa vincere lo scudetto, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato potesse fare l'allenatore. Non sembrava un predestinato, è stato intelligente, ha studiato e fatto la gavetta. Non è nato per generazione spontanea. Molti oggi vanno in panchina perché sanno vendersi bene. E poi diciamolo: questa cosa che l'idea di gioco vale più dei risultati è la più grande bugia del calcio. Non ho ancora scritto a Chivu, perché non c'è ancora la matematica. Lasciamogli fare il punto che manca, quando succederà lo farò. La chat del Triplete? Io sono terribile col telefono, ma Materazzi è il responsabile di questa cosa".
Sull'inchiesta arbitri:
"Non mi piace il colpevole prima dei processi. In Portogallo si dice che non c'è il fumo senza il fuoco. Le mie battaglie? Più contro il sistema che contro gli arbitri".
Sulla Roma:
"Perché a Roma è così difficile vincere? Non so, per me è il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l'Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma perché quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita, non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare".
