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Motta si è preso la finale: l'eroe della Lazio è un rimpianto per la Juve

Motta
Motta | Image Photo Agency/GettyImages

Edoardo Motta è l'uomo del momento, giovane portiere della Lazio - diventato titolare per le vicissitudini di chi lo precedeva nelle gerarchie - protagonista assoluto della semifinale di ritorno di Coppa Italia, contro l'Atalanta, sia in partita che nella serie decisiva di rigori. Sulla finale c'è la firma del classe 2005 che, oggi, rappresenta anche un rimpianto per la Juventus. Motta, dopo i primi passi in una società affiliata al Novara, passò alla Juve a undici anni e rimase in bianconero per cinque stagioni, passando poi in prestito ad Alessandria, Monza e Reggiana.

Gli emiliani rimasero colpiti dall'estremo difensore, scegliendo di investire 600mila euro per averlo. La Lazio, apprezzando quanto fatto da Motta nella serie cadetta, ha deciso poi di puntare sul giovane portiere: 1,2 milioni di euro, a gennaio, per renderlo il vice-Provedel. L'impresa contro l'Atalanta, i quattro rigori parati, amplifica l'hype attorno al giovane portiere e - sottolinea oggi Tuttosport - aumenta i rimpianti della Juve per essersene liberata troppo facilmente nel 2024 (600mila euro sul momento, 500mila in seguito alla cessione alla Lazio avendo mantenuto il 50% sulla rivendita).

Un altro addio di cui pentirsi

La semifinale con l'Atalanta si aggiunge a una serie di partite che hanno permesso a Motta di imporsi già come una realtà in biancoceleste, rispondendo presente dopo l'infortunio di Provedel e fornendo parate decisive contro il Milan. I cattivi pensieri bianconeri si legano anche ai rimpianti su altri giovani lasciati partire troppo presto, Soulé e Huijsen i casi più discussi.

Un raffronto che può enfatizzare ancora i rimpianti bianconeri è quello con la spesa sostenuta per Di Gregorio: 18 milioni di euro ripagati solo parzialmente, perlomeno concentrandosi su questa stagione (con tanto di valutazioni sul futuro e annessa ricerca di un nuovo titolare tra i pali). Pensando al futuro e a profili promettenti come Scaglia, Mangiapoco e soprattutto Daffara è logico che la Juve non voglia ripetere errori e superficialità del passato: nel caso di Daffara l'Avellino ha modo di riscattarlo ma la Juve potrà esercitare il controriscatto, senza perdere il controllo del classe 2004.

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