Skip to main content

Marotta parla del modello Inter, della finale di Coppa Italia, del mercato con più italiani e di Bastoni

Giuseppe  Marotta
Giuseppe Marotta | SOPA Images/GettyImages

All'indomani della vittoria dello Scudetto, il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta è intervenuto a Radio Anch'io Sport su Radio1. Dalla scelta di Chivu all'obiettivi Coppa Italia per raggiungere quota dieci; ma anche un pensiero per Bastoni e la dirigenza nerazzurra. Il massimo dirigente del club Campione d'Italia si è soffermato anche sull'idea di aumentare la presenza di italiani nella rosa del prossimo anno.

"Tutto sommato l'Inter è cambiata poco, abbiamo dato spazio alla continuità di un modello che portiamo avanti da qualche anno. Sottolineo che questo management, con Ausilio e Baccin, ha vinto tre Scudetti con tre allenatori e due proprietà diverse".

"Per il post Inzaghi, con Fabregas c'è stato solo un contratto preliminare, come con Chivu. La nostra scelta è caduta su Cristian perché aveva le caratteristiche che cercavamo, mentre dall'altra parte c'erano degli impedimenti oggettivi. La Champions League è un obiettivo straordinario che tutti vorrebbero vincere, purtroppo io ho fatto quattro finali perse con due squadre diverse. Mi piacerebbe molto vincerla, ma non si può ottenere tutto. Sicuramente l'anno prossimo proveremo a migliorare le nostre performance in Europa".

"Bastoni è un talento, è uno stato sfortunato in certi episodi e manifestazioni che ha avuto. Si è reso protagonista di una ingenuità e il primo ad accorgersene è stato lui, noi l'abbiamo aiutato perché quando un giovane sbaglia è giusto correggerlo. È un grande campione, su di lui ci sono gli occhi puntati di grandi club e non nascondo quello del Barcellona. Ma è un interessamento non ufficiale e non concreto, lui è un nostro giocatore e ha voglia di rimanere. Noi siamo contenti".

"L'Inter è un club che partecipa alle competizioni sempre per vincere, sarebbe bello poter vincere anche questa competizione per avere il diritto alla stellina per le dieci Coppe Italia. È un appuntamento importante, affascinante, che proveremo a onorare nel migliore dei modi".

"Secondo me l'Italia rappresenta una fucina di talenti molto interessante, noi purtroppo siamo perdenti nella Nazionale maggiore, ma in quelle inferiori siamo a livelli molto alti di risultati. Questo vuol dire che c'è un lavoro importante dietro. L'Italia esprime dei talenti ed è una strada che vogliamo percorrere, quella di creare uno zoccolo duro di italiani. Già ne abbiamo adesso, ma si comincia ad andare avanti con l'età ed è giusto cercare di mettere innesti nuovi. Il giocatore italiano conosce meglio la realtà del nostro campionato e ha un senso di appartenenza un po' più forte".

"In Italia imperversa la cultura dell'invidia ma io non ci faccio caso, il mio ruolo è pubblico e i social sono piedi di leoni da tastiera. Ormai lo accetto e vado avanti, facendo esperienze nuove e cercando di migliorare. Sono molto tranquillo, questa è stata una impresa storica di tutta l'Inter e ci godiamo questo momento".


Add us as a preferred source on Google