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Marotta ammette le difficoltà dell'Inter e chiede uniformità agli arbitri

Giuseppe Marotta (Beppe Marotta), CEO for sport of FC
Giuseppe Marotta (Beppe Marotta), CEO for sport of FC | Nicolò Campo/GettyImages

L'Inter si è vista avvicinare da Napoli e Milan nell'ultimo weekend, date le vittorie delle inseguitrici e il pari nerazzurro di Firenze, ma il presidente Giuseppe Marotta non si fa prendere dal panico e - dagli ufficili milanesi della Lega - torna sul momento della squadra, sicuramente delicato. Queste le parole di Marotta riportate da La Gazzetta dello Sport:

"Siamo in un momento particolare ma non è uno psicodramma. Siamo primi meritatamente con sei punti di vantaggio in campionato, semifinalisti in Coppa Italia. Vero, siamo in difficoltà, è una fase di involuzione a causa della stanchezza o degli infortuni, come ce li hanno gli altri. Con tranquillità ce la giocheremo fino alla fine".

Messaggio a Chivu: "Si confronterà con lo staff per le analisi, lui è il leader del nostro gruppo. Non dobbiamo cullarci sul vantaggio ma nemmeno fare il contrario: può essere in questo momento più facile fare la parte del cacciatore che non la lepre ma io resto ottimista, la squadra è forte e ci sono professionisti veri. Ritroveremo la strada che abbiamo momentaneamente perso. Quindi, niente paura".

Questione arbitri: "La riunione con Rocchi è stata rinviata su indicazione della Figc. Dopo ieri sera ho sentito e letto una pletora di esperti tecnici, varisti e opinionisti per i quali il fallo di mano di Pongracic era da rigore. Ma non voglio dare alibi, semplicemente chiediamo uniformità, un protocollo utilizzato in modo omogeneo senza interpretazione soggettiva. In un campionato ci sono sempre lamentele, io non voglio farlo. Dico solo che non deve esserci qualcosa di non trasparente: a fine stagione grosso modo favori e torti si equivalgono. Noi dobbiamo essere più forti anche degli errori".