Luis Henrique titolare, la crescita dell'Inter e il ritorno di Darmian: parla Chivu

Cristian Chivu
Cristian Chivu / Image Photo Agency/GettyImages
facebooktwitterreddit

Alla vigilia della sfida Scudetto contro il Napoli, valida per la 20ª giornata di Serie A, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa, presentando la gara di domani e analizzando la situazione della sua squadra.

"Da Napoli a Napoli la squadra è cambiata con il lavoro, dando continuità a quanto di buono fatto. Con ambizione. Ci sono stati alti e bassi, ma con la voglia di migliorare sempre. È passato poco tempo, il Napoli ha cambiato il sistema e qualche interprete diverso, ma sono una rosa forte. Sarà una partita dura, servirà la massima attenzione nella mente di tutti. Sarà una partita che vivrà di episodi".

"Noi vogliamo andare a +7. C'è ambizione, voglia, concentrazione, responsabilità ed equilibrio. Tutto questo indirizza la partita. Ultimamente stiamo dando continuità ai risultati e nell'interpretazione delle partite. La nostra unica certezza è il lavoro. Saremo pronti a una grande gara, consapevoli che sarà una partita che può indirizzare la stagione".

"Ho una grande stima di Conte. Allenava quando io ancora giocava, gli avevo già fatto i complimenti al tempo. Poi si è evoluto, fa cose adatte al calcio di oggi. È un vincente, noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui. Non c'è nessuna sfida Conte vs Chivu, ultimamente forse si è un po' esagerando sul cosa rappresenti l'allenatore. Ovvio che incida, ma il calcio deve restare a livello di giocatori e di tifosi".

"Per arrivare al Napoli devi passare dal Parma e da tutte le partite precedenti. Noi vogliamo trasmettere che tutte le partite vanno viste in maniera seria. Il campionato è una maratona. Vogliamo dimostrare che questo gruppo ha ancora l'ambizione giusta, quella di essere competitivi. Vogliamo far meglio di quanto successo all'andata, c'erano stati anche certi episodi, in questi due mesi siamo migliorati nell'allenare l'ingiustizia, a non pensarci. A pensare a noi e al nostro valore".

"Nel calcio c'è sempre da migliorare. È troppo facile parlare di scontri diretti non vinti o meno, la realtà mi dice che siamo primi in classifica, abbiamo più punti di altri che ci hanno battuti. Poi ovvio, siamo consapevoli dell'importanza di queste partite, ma tutte contano".

"Non ho mai parlato e visto paura negli scontri diretti. Siamo tutti consapevoli dellìimportanza della partita di domani e di come siamo maturati rispetto alla partita di andata. Abbiamo aggiunto cose, non tolto. E poi la bellezza del gioco e i risultati sono venuti fuori. Così cresce la consapevolezza".

"Da braccetto Bisseck avanza poco, aggiunge qualcosa nella mobilità. Luis Henrique è migliorato molto dal punto di vista tattico, ci dà una grossa mano. Sono felice per lui. Molti giocatori dicono che non leggono e non sentono nulla, invece lo fanno. Qualche critica gli è arrivata, forse anche io ho fatto un errore di comunicazione dicendo che non era pronto, ma con umilità e lavoro è cresciuto. Siamo contenti di vederlo in campo col suo sorriso e la sua eleganza, poi sappiamo che deve tirar fuori qualcosa di più a livello caratteriale, ma indossare la maglia dell'Inter non è semplice, ricordiamocelo".

"Giocare sempre non è semplice, ma abbiamo alternative e qualcosa ci inventeremo, come sempre. Gli allenatori devono sistemare problemi, non crearli. Darmian è due giorni che si allena con il gruppo, ma è da ottobre che non gioca: non sarà convocato ma spero di ritrovarlo al più presto. Dumfries ancora non l'ho visto, tornerà a fine gennaio dal processo di riabilitazione in Olanda, dove è seguito dal nostro staff medico. Una volta tornato inizierà con la parte atletica. Spero di averlo per fine febbraio, ma non sono un medico".

"Ho sempre dubbi di formazione, oggi però sono buono e vi dico che Luis Henrique giocherà".

"La nostra società ha scelto: a noi non interessa cosa fanno gli arbitri, pensiamo solo a noi stessi. Ho parlato spesso di essere più forti delle ingiustizie, ho cercato di trasmettere questo. E sto ancora combattendo perché la cosa più facile per chiunque nel mondo è cercare alibi. Ci sono valori che cerco di trasmettere: le persone vengono prima di tutto, anche se a volte mettiamo etichette".

"Non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto nell'ultima finale di Champions League. I ragazzi devono essere consapevoli che l'anno scorso sono stati competitivi in tutti i modi possibili, non devono perdere quella voglia. Ci hanno messo la faccia, il coraggio di fare determinate cose. Hanno perso ma hanno saputo rialzarsi, perché le persone forti cadono ma sanno rimettersi in gioco. Questa è la vita. Cadi, piangi e ti rialzi. I campioni non puntano il dito verso le scuse, tornano a lavorare".


feed