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Linea Paratici o linea Commisso? Le due strade per la panchina della Fiorentina

Paratici
Paratici | DeFodi Images/GettyImages

Due spinte ugualmente dotate di forza e di una loro logica caratterizzano il presente della Fiorentina, con un solo punto alla salvezza matematica e la necessità di costruire quel che accadrà nei prossimi mesi: potremmo semplificare il discorso prendendo la proprietà da un lato e il direttore sportivo come contraltare, immaginando due scenari diversi (come detto dotati entrambi di un loro senso, di fondamenta logiche). Paolo Vanoli, al di là della disfatta di Roma maturata ieri, ha dimostrato di poter essere l'uomo giusto per tirare fuori la Fiorentina da sabbie mobili che sembravano poter condurre alla B: lo stesso tecnico, subentrato a Pioli in un momento calcisticamente drammatico, rivendica costantemente i risultati ottenuti e sottolinea come - nel momento dell'arrivo in panchina - immaginare una risalita fosse utopistico.

Commisso e Paratici: linee diverse?

La storia della proprietà Commisso, riferendosi alle azioni del compianto Rocco prima dell'eredità raccolta da Joseph, ci offre esempi di riconoscenza per quanto fatto da chi - in un dato momento - ha saputo lasciare il proprio segno positivo sul mondo viola: l'esempio di Beppe Iachini è emblematico, il tecnico venne infatti confermato per il 2020/21 dopo aver contribuito alla salvezza nell'annata precedente. La proprietà Commisso, di fatto, ha dimostrato di vivere con fatica l'idea di rivoluzioni e di cambi di rotta, lo ha fatto anche col lungo percorso di Pradè, rimasto a lungo in carica come DS nonostante i malumori della piazza e nonostante risultati non sempre esaltanti.

La linea della proprietà, idealmente, potrebbe condurre a immaginare un Vanoli premiato per quanto fatto: la salvezza, insomma, come timbro su una conferma (che contrattualmente non è garantita, l'opzione per il rinnovo è infatti in mano solo al club). D'altro canto c'è una linea diversa che, in teoria, può essere associata sia al ruolo di Fabio Paratici che all'input proveniente dalla piazza: un nuovo corso, una squadra da rifondare e tanta voglia di lasciarsi alle spalle l'intera stagione 2025/26, come parentesi infelice.

Paratici potrebbe in sostanza scegliere "il proprio tecnico", mettendo così il proprio timbro effettivo sul percorso viola, con tutte le responsabilità che ne derivano: Vanoli, infatti, è stato scelto prima dell'arrivo dell'ex dirigente bianconero. L'ambiente gigliato, come detto, appare più orientato ad abbracciare la voglia di novità più della riconoscenza verso Vanoli: il profilo che intriga di più la piazza è indubbiamente quello di Sarri, sempre rimasto però un outsider rispetto alle preferenze della dirigenza viola (nonostante i tanti avvicinamenti).

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