Le voci sul futuro, la sintonia col Milan e il momento decisivo: parla Allegri

AC Milan Press Conference
AC Milan Press Conference / Giuseppe Cottini/GettyImages
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La fuga dell'Inter ha raggiunto ormai contorni difficili da arginare, il Milan vede ormai l'idea Scudetto come un'utopia e cerca punti importanti per blindare la qualificazione Champions. Massimiliano Allegri, tecnico rossonero, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Cremonese in programma allo Zini. Queste le sue parole:

Mese cruciale? "A marzo ci siamo arrivati, anche discretamente bene. Potevamo fare qualcosa anche di meglio. E ora si decide la stagione. Marzo, aprile e maggio si decide il campionato, i posti Champions... Da domani inizia la discesa" riporta MilanNews.

Sconfitta col Parma: "Dopo sei mesi che non perdevi tutti abbiamo preso il contraccolpo. Il martedì eravamo un po' tutti rintronati, mentre mercoledì abbiamo fatto un bell'allenamento. Prima o poi si poteva scivolare, si sperava di no ma è successo. Ora dobbiamo tornare a correre. La Cremonese ha delle qualità, ha fatto un bel campionato. Le ultime tre partite il Milan non ha mai segnato a Cremona: due pareggi 0-0 e una sconfitta. L'ultima vittoria risale al 93/94, l'anno prima con Capello fecero 1-1. Per quanto riguarda il bollettino Gabbia è fuori. Ha ancora questo problema di infiammazione. Speriamo rientri il prima possibile. Loftus-Cheek gli hanno rimesso tutti i denti. Gimenez ha finito tutta la pre-atletizzazione. È in una buona condizione. Può darsi che da questa settimana cominci ad allenarsi con la squadra. È un bel segnale, un bel recupero".

Rimpianti? "Questa squadra tutti i giorni viene a Milanello con la voglia di migliorare e di ottenere il massimo. Poi ovviamente ci sono gli avversari. L'Inter sta facendo cose ottime, su 26 partite ne ha vinte 21. I punti che abbiamo sono quelli che ci meritiamo. Siamo arrivati a marzo, era l'obiettivo. Ora andiamo partita dopo partita con l'obiettivo di prendere più punti possibili. Poi il 25 maggio vedremo dove saremo arrivarti".

L'attacco: "Più che l'affiatamento, tutti e 4 gli attaccanti che ho stanno tutti bene. Domani non so chi far giocare. Domani nell'ultima mezz'ora ci sarà bisogno di chi sarà in panchina. Pulisic è cresciuto fisicamente e mentalmente, tornerà al gol. L'importante è che stanno tutti bene".

Diffidati: "La partita più importante è domani. Poi domani, finita la partita, chi sta in piedi ci sarà per il derby. Chi è squalificato andrà in tribuna".

VAR a chiamata: "Intanto oggi credo siano uscite nuove regole, è un bel segnale. Dimostra che cercano di migliorare la situazione e sfruttare al meglio lo strumento VAR. Ci sono pro e contro per la chiamata. Va studiata, non è che possiamo fare cose buttate lì. Le cose vanno fatte quando le proviamo, non è che quando le hai messe poi torni indietro".

Leao punta: "Leao fino a questo momento ha fatto gol importanti. Per le caratteristiche dei giocatori in questo momento lui e Fullkrug sono i centravanti, con caratteristiche diverse. È vero che ogni tanto sembra che in area manca qualcosa, ma le occasioni comunque le creiamo. Con Fullkrug è diverso, è un centravanti. Leao da centravanti tante volte si è mosso bene e tante volte non gli è stata data palla. Su questo bisogna migliorare".

Poca uniformità: "L'indicazione mia è che comunque bisogna noi squadra pensare a quello che dobbiamo fare. Un episodio non può condizionare la partita. Non dobbiamo avere l'alibi del gol, del rigore, del fallo e non fallo, altrimenti andiamo in una direzione sbagliata. Bisogna essere bravi a gestire l'imprevisto: ce ne sono tanti e bisogna essere bravi a gestirli. Se vai sotto, se prendi rigore contro... Non ci devono scalfire. Focus su quella che è la partita".

Protocollo VAR: "Ripeto. Oggi ho letto che se ci sarà un calcio d'angolo sbagliato verrà dato invece a quello che è giusto, che è una cosa oggettiva. Intanto andiamo a migliorare le cose oggettive, poi quello che è soggettivo è soggettivo".

Sul futuro: "Di queste voci che sono uscite in settimana con la società c'è totale sintonia. Poi com'è normale che sia in un confronto ci possono essere punti di vista diversi. È importante che tutti si lavori per il bene del Milan, sono molto contento di essere tornato al Milan dopo 15 anni e aver iniziato un lavoro con un gruppo di ragazzi splendidi. La società sta programmando e strutturando il futuro del Milan. Per fare questo bisogna ottenere il risultato più importante. A marzo per ora stiamo abbastanza bene. Ora dobbiamo vedere se siamo bravi a rimanere lì o a fare l'ultimo scalino. C'è sintonia tra me e la società".

Italiane in Europa: "Innanzitutto è un dispiacere che le italiane siano uscite dalla Champions. Speriamo che Atalanta, Bologna, Roma e Fiorentina vadano più avanti possibile visto che ci danno la possibilità del quinto posto in Champions. Finché le squadre italiane vanno avanti è un bene per il calcio italiano. Ora inizia un campionato da 12 partite con questa classifica. Abbiamo punti di vantaggio sulle inseguitrici... Il mantenimento non esiste quindi dobbiamo incrementarli".

I tifosi credevano nello Scudetto: "Non avrei da dire niente ai tifosi che giustamente... Quando alleni o giochi nel Milan devi avere l'ambizione di avere il massimo. Se poi il massimo è un primo posto ben venga, se è un secondo ben venga e così via. Vuol dire che hai fatto il massimo. Il campionato lo vince sempre la migliore dell'annata. In questo momento l'Inter è la migliore, ha dieci punti di vantaggio. Credo che per un club come il Milan sia molto importante giocare la Champions: arrivare a marzo dentro le competizioni è un risultato molto importante. Quello è il primo obiettivo che deve avere una grande squadra. Noi dobbiamo lavorare per far sì che l'anno prossimo a marzo siamo in questa situazione, ma non solo in campionato".

Pulisic: "Penso sia vicino ad un'ottima percentuale. È cresciuto fisicamente, è molto più sereno, ha molta più fiducia in sé stesso. Potrebbe tornare al gol".

Se si vede come allenatore-manager: "È nel mio DNA di andare da una parte all'altra, almeno fino ad ora. La cosa di cui sono molto contento è che quelli che lavorano con me, come Paolo Bianco, mi danno tantissimo ed è uno staff meraviglioso. Quelli più giovani quando vanno fuori, iniziano a fare l'allenatore e diventano bravi è un orgoglio per me. Ci vuole gente giovane, gente fresca. Quello che finora è stato è che ho fatto tanti anni alla Juve e tanti anni al Milan. Noi siamo strettamente legati ai risultati: si può fare un percorso importante anche al Milan, la società ha un progetto importante, ovvero quello di tornare a giocare la Champions League e poi tornare a cercare di vincere".

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