Le nuove speranze della Fiorentina passano dal centrocampo?

Il rendimento espresso dalla Fiorentina fin dal cambio di modulo ha in sé il senso di speranze inedite del tutto aliene rispetto a quanto, fino a quel punto, i viola stavano mostrando. Le speranze di salvezza dei viola si legano a doppio filo a una rivoluzione tattica che, nel concreto, si è tradotta in risultati inimmaginabili fino a un mese fa. Un riflesso concreto che ci racconta di 11 punti in 6 partite, quelle che hanno visto Vanoli schierare i viola col 4-3-3 (in realtà raccontato spesso come 4-1-4-1): fa sicuramente riflettere il rendimento precedente, 6 punti in 15 partite, tale da rendere la salvezza una chimera più di un obiettivo.
Modulo e mercato: la svolta viola
La difesa a quattro, con Comuzzo e Pongracic al centro, sta dando maggiori garanzie rispetto alla retroguardia schierata a tre (quella su cui aveva lavorato Pioli, senza successo) ma è evidente che i progressi espressi a metà campo raccontino l'evoluzione dei viola, così come la sessione invernale di mercato in corso può indicarci la direzione immaginata. Il singolo che a saputo più di tutti esaltarsi col cambio di modulo è stato Fagioli, divenuto il cervello dei viola di Vanoli e capace di rispondere ai quesiti (spesso conditi di scetticismo) sul suo impiego come play.
Il 4-3-3 su cui ha lavorato il tecnico gigliato vede poi Mandragora e Ndour come mezzali, il secondo dà vita a uno scambio perpetuo con Gudmundsson a sinistra: una soluzione che toglie riferimenti agli avversari e che permette all'islandese di accentrarsi per rendersi più pericoloso, con Ndour pronto a sostituirlo sulla corsia mancina. Un percorso che potrebbe ripetersi anche con l'avvicendamento tra Brescianini e Ndour, quando Vanoli riterrà di poter schierare da titolare l'ex Atalanta. Al contempo, come detto, il mercato ci racconta una rivoluzione a metà campo pronta a compiersi ancor di più con l'arrivo imminente di Fabbian e con l'uscita di Sohm, in direzione Bologna.
Vanoli ha suggerito, a chiare lettere, l'ipotesi di un approdo al 4-2-3-1 ma - a tutti gli effetti - viene da immaginare una metà campo composta da Fagioli come regista e da Brescianini-Fabbian come mezzali, due armi tra l'altro intriganti pensando alla capacità di entrambi di inserirsi e di occupare l'area avversaria. In questo senso, aggiungendo anche Mandragora (attuale capocannoniere viola, con 6 gol) il centrocampo sembra poter portare in dote un buon numero di reti, risorsa cruciale nella corsa alla salvezza. L'ipotesi 4-2-3-1 resta percorribile (sia con Fagioli-Mandragora che con Brescianini usato da interno) ma la perplessità principale riguarda l'assenza di un centrocampista dedito all'interdizione e al sacrificio, un profilo che tra l'altro - a quanto pare - non arriverà neanche in questa sessione di mercato.
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