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Le insidie dell'Irlanda del Nord, il messaggio di serenità e la condizione dei giocatori: le parole di Gattuso

Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso | NurPhoto/GettyImages

Oggi alle ore 17 è previsto il primo allenamento della Nazionale in vista dell'impegno di giovedì contro l'Irlanda del Nord, gara valida per i playoff Mondiali. Gli azzurri dopo aver mancato l'accesso alla Coppa del Mondo per due edizioni consecutive, cerca di riprendersi il proprio spazio nella competizione più importante al mondo. E in vista della preparazione per i playoff, il commissario tecnico dell'Italia Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole:

"Penso solo a giocare la partita. Non voglio alibi, dobbiamo concentrarci per giovedì. Alla 30ª giornata è normale avere infortuni. Tutte le squadre li hanno. Con lo staff abbiamo lavorato bene durante questo periodo, testa alla partita senza pensare a cosa si sarebbe potuto fare di più o meglio in questi mesi. Bisogna dare leggerezza. Faccio l'esempio della partita contro la Norvegia a San Siro. Dopo un bel primo tempo, ci siamo sciolti alla prima difficoltà. Bisogna evitare che questo accada e in questi mesi ho lavorato molto su questo tasto".

"Gli episodi in partita possono capitare, bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato".

"Vedo tantissimo attaccamento alla Nazionale da parte dei giocatori, non sono frasi fatte e lo penso veramente. Il loro primo pensiero era quello di essere a disposizione per la Nazionale".

"Non possiamo rischiare di mettere giocatori che non stanno bene e poi siamo costretti a sostituirli dopo cinque minuti. Abbiamo un ottimo staff che saprà gestire tutti gli uomini. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e spero di averlo a disposizione già domani. Mancini ha solo un affaticamento, Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma non dovrebbe essere nulla di che. Chiesa si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse".

"Dobbiamo saper annusare il pericolo. I nostri avversari non avranno tantissima qualità, ma corrono molto, hanno un grande cuore e vanno facilmente in verticale. Sui calci piazzati fanno paura, la prima parola è attenzione".

"Perché Raspadori e non Zaniolo? Ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni".

"Su Dimarco fino al dieci giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere".

"Sto cercando di trasmettere un messaggio di serenità alla squadra. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e dieci sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C'è gente che ha vinto trofei, scudetti ed è arrivata in finale di Champions League e ha vinto un Europeo".

"La scelta di giocare a Bergamo è mia. Ringrazio sia Gravina che Buffon per avermi assecondato. Abbiamo giocato lì al mio esordio in panchina e ci hanno applaudito all'intervallo anche se non stavamo facendo bene, l'ho apprezzato. Uno stadio da 25mila posti può diventare un catino, magari in altri ambienti come San Siro rischi di avere divisioni tra i tifosi del Milan e dell'Inter e di sentire rumore a causa di qualche passaggio sbagliato".

"In questi mesi mi sono allenato anche io. Se predico serenità, devo essere coerente. Devo averla anche io e devo essere in grado di trasmetterla. Normale poi che ci sia pressione, solamente se sei senza sangue potresti non sentirla. Ne approfitto anche per ringraziare lo staff perché finora abbiamo visto centinaia di partite".

"Spalletti alla Juventus sta facendo un grande lavoro e così anche Locatelli con lui. Manuel è cresciuto, sta giocando con grande qualità fisiche e tecniche. Il giocatore ha fiducia e si è ritrovato, un rigore sbagliato ci può stare e non lo condizionerà".

"Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Quando capisco che qualcuno è titubante non posso forzare la mano. I rapporti umani per quanto mi riguarda vengono prima di tutto. Se un giocatore mi dice che non sta bene ed è convinto di ciò, è inutile insistere. Se poi sul campo ci lascia un ginocchio o rimedia uno strappo, come potrebbe poi guardarmi in faccia?"