La zona retrocessione e un entusiasmo da ritrovare: Torino, D'Aversa si presenta

D'Aversa
D'Aversa / Gabriele Maltinti/GettyImages
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Il Torino ha deciso di ripartire da Roberto D'Aversa, la preoccupante flessione mostrata dai granata in campionato - tale da far precipitare la squadra in zona retrocessione - ha fatto sì che la società decidesse di esonerare Baroni e di cambiare guida tecnica. D'Aversa si è presentato come nuovo allenatore del Toro, il presidente Urbano Cairo ha spiegato così la scelta: Ho seguito il suo percorso al Parma, i campionati in Serie A, è un mister che ho seguito con apprezzamento. Un piacere lo è ma non lo è quando come in questo caso si è qui ad annunciare l’esonero di un mister. Quello è un dispiacere e ti lascia rammarico perché quando c’è un esonero tutti sono responsabili. Ho apprezzato Baroni come persona e rispetto alle immagini che dà è molto più determinato di quello che sembra" riporta Tuttosport.

Le parole di D'Aversa

La classifica: “Siamo vicini alla zona retrocessione e non è qualcosa che compete a questo club. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, questa città e questi tifosi, arrivo con entusiasmo, non mi era mai capitato di restare fermo così a lungo ma sono carico“.

Chiamata del Toro: “Logico che tutti preferirebbero iniziare in estate, in questo caso però nel momento in cui a quattro mesi dalla fine ti chiama il Torino devi rispondere presente, si può incidere anche in pochi mesi. Il Torino non ha la classifica che merita, quando è arrivata la chiamata abbiamo subito risposto presente“.

Riportare entusiasmo: “Il Torino non merita questa classifica. Bisogna riportare entusiasmo. Il dato che fa riflettere sono i 9 clean sheet ma poi quello che la indica come peggior difesa, questo è da migliorare perché il fatto di non subire gol ti porta poi ad occupare una certa posizione di classifica. La cosa importante è cercare di riportare entusiasmo e nel calcio bisogna ragionare così. Anche se c’è un cambio di allenatore lo scossone è importante e devo dare certezze ed entusiasmo“.

A caccia di riscatto:Innanzitutto voglio ridare entusiasmo, quando si gioca a calcio si fa uno sport bellissimo e bisogna avere coraggio. Nonostante i valori tecnici quando la squadra recuperava palla la riperdeva, quello vuol dire essere in difficoltà, sembrava non avere coraggio. Noi invece dobbiamo lottare su ogni palla perché il dna di questo club è questo. Bisogna essere realisti, il potenziale c’è ma dobbiamo essere realisti, dobbiamo migliorare alcuni aspetti senza pensare di non poter essere risucchiati. Sarebbe un errore. Io credo che il messaggio la società lo abbia già mandato, i giocatori si sentono responsabili, l’unica cosa da fare è trasmettere loro serenità“.

Anjorin, Marianucci e Ismajli: "Non ho parlato con loro, solo con Petrachi e Cairo. Non mi piace parlare con i miei ex giocatori quando non sono l'allenatore. L'anno scorso tanti ragazzi erano giovani, facevo un po' da padre e consigliere per loro. Anjorin veniva dal Chelsea, la sua storia parla di tanti infortuni ma l'anno scorso ha giocato tanto. Marianucci ha fatto un bel percorso, con il lavoro ha ribaltato le gerarchie e ha fatto un ottimo campionato. Ismajli ha fatto il miglior campionato suo, ma anche lui ha avuto problemi: è un guerriero, ha giocato con una mano fratturata. Difficilmente si ritrovano questi giocatori al giorno d'oggi con questo spirito".

Vlasic: "Dal vivo ho visto due gare, le due partite di Roma. E Vlasic mi ha stupito: pensavo fosse forte, non così completo. Non sfigurerebbe in un grande club. E' uno che concretizza e che fa gol. Può giocare a destra o a sinistra, occupando quelle mattonelle perché ha facilitato nell'assist e nel gol".

I problemi di Baroni: "Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ma non voglio essere influenzato dal passato. Lo chiamerò, ma adesso voglio vedere cosa ci sarà con il nostro lavoro. Voglio rimanere pulito, valuto in base a ciò che vedo. Qua ho fatto tante battaglie. In campo cerchiamo di rendere i tifosi orgogliosi, loro sono fondamentali e sono tra i più caldi d'Europa. A Genova c'è un pubblico che dà 6-7 punti, anche qui c'è un pubblico che porta punti. C'è disponibilità ad aprire il Filadelfia per gli allenamenti, in questo momento si ragiona solo sull'importanza del club" .

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