La sconfitta ingiusta e la differenza tra Champions e Serie A: Napoli, parla Conte

Antonio Conte
Antonio Conte / ANDREAS SOLARO/GettyImages
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Il Napoli sfiora l'impresa, ma alla fine perde 2-3 al Maradona contro il Chelsea e deve dire addio anticipatamente alla Champions League. Al termine dell'incontro, Antonio Conte è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare la prova offerta questa sera e il generale momento attraversato dai suoi.

Cosa ha fatto la differenza?
"La differenza l'hanno fatta le conclusioni. Loro sono stati più cinici e precisi. Joao Pedro ha fatto la differenza, è un calciatore importante. C'è però grande orgoglio, perché nonostante più di mezza squadra fuori abbiamo giocato anche meglio del Chelsea, meritavamo di più. L'ho detto ai ragazzi che il rammarico è a Copenaghen, quella partita ci ha condannati. Non dimentichiamo che il Chelsea è campione del mondo. Io però sono orgoglioso perché abbiamo ribattuto colpo su colpo e abbiamo cercato di creare palle gol. Secondo me meritavamo di andare ai playoff".

Sulle individualità del Chelsea:
"Sicuramente loro a livello qualitativo sono stati molto più bravi. Non hanno avuto chissà quante occasioni, ma quando tirano fanno male. Spesso noi siamo arrivati al cross e poteva essere decisivo per il gol...possiamo migliorare. Però non abbiamo avuto paura, abbiamo accettato i duelli e proposto un buon calcio. La strada è questa, il calcio cambia e ti devi adeguare e preparare. Dispiace perché mi sarebbe piaciuto continuare a misurarci in una competizione in cui trovi le squadre migliori. Oggi abbiamo affrontato il Chelsea e abbiamo pagato la loro qualità superiore da metà campo in su".

Il secondo gol poteva essere evitato?
"È un peccato ma dobbiamo mettere in conteggio che si possono commettere errori. Joao Pedro ci ha punito in maniera importante, ma parliamo di un giocatore di livello altissimo. Dispiace perché abbiamo onorato facendo una partita da Champions. La sconfitta è bugiarda come risultato finale, ma la accettiamo e cercheremo di essere più bravi nella parte finale, che è determinante".

Per le italiane è possibile giocare a certi ritmi tutte le partite?
"Molto dipende dalle due squadre. Spesso in Champions trovi squadre che giocano a viso aperto e c'è intensità. In Italia il campionato è più tattico, spesso trovi squadre che si arroccano in difesa e devi essere bravo a fare gol. L'obiettivo della squadra è cercare di giocare a ritmi alti. Non esiste oggi di metterti in porta ad aspettare e a ripartire. Se gli altri sono bravi a farlo, ok. Oggi però noi con 13 assenti non ci siamo snaturati e io cerco di inculcare questa mentalità che ci ha permesso di vincere scudetto e Supercoppa. Dobbiamo migliorare e sono convinto che con altri giocatori ci riusciremo".


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