La Roma e la gestione virtuosa degli infortuni: Koné l'ultimo caso, il modus operandi

Manu Koné
Manu Koné / NurPhoto/GettyImages
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Per le squadre impegnate su più fronti e costrette a convivere con un calendario sempre più fitto, la gestione degli infortuni è diventata un tema centrale. In questo contesto la Roma sta costruendo un vero vantaggio competitivo grazie a un sistema ormai rodato, fondato su prevenzione, recupero mirato e coordinamento costante tra area tecnica e sanitaria. Nel percorso avviato l'anno scorso da Claudio Ranieri, la componente atletica e medica ha assunto un peso sempre più strategico, permettendo alla squadra di limitare ricadute e accorciare i tempi di rientro.

Uno staff integrato e una filosofia precisa

Secondo Il Corriere dello Sport, il cuore del progetto ruota attorno allo staff arrivato con Gian Piero Gasperini. I suoi fedelissimi, Borelli e Boccolini, lavorano insieme al preparatore già presente a Trigoria e a figure dedicate esclusivamente al recupero degli infortunati, in sinergia con l’area medica. Il principio guida è chiaro: allenamenti orientati alla forza, monitoraggio quotidiano dei carichi e “stop conservativi” per prevenire il peggioramento di piccoli affaticamenti. L’obiettivo non è soltanto curare, ma anticipare il problema prima che diventi una lesione vera e propria.

Recuperi rapidi e casi emblematici

Gli esempi non mancano. Manu Koné è soltanto l’ultimo caso di una gestione virtuosa, rientrato in tempi molto più brevi rispetto alle medie per una lesione muscolare di secondo grado. Prima di lui, anche Paulo Dybala aveva recuperato rapidamente da problemi delicati, così come Dovbyk, N’Dicka, Pellegrini e Celik. Situazioni differenti, ma che attestano come questa strategia stia permettendo alla Roma di trasformare un’emergenza cronica del calcio moderno in un punto di forza.


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