La provocazione McKennie centravanti e cosa serve in attacco: Juve, parla Spalletti

Convincente vittoria bianconera sul Napoli all'Allianz, un successo che permette alla Juventus di controsorpassare il Como e di avvicinarsi alla Roma, mettendo pressione ai giallorossi per la sfida di stasera. Luciano Spalletti, tecnico bianconero, ha parlato nel post-partita del 3-0 sul Napoli ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue parole:
Peso del successo: "Le partite sono tutte importanti, valgono tre punti. Sono tutte difficili, è una vittoria importante per consapevolezza delle cose che facciamo, per la consapevolezza dei calciatori che possono esprimere un calcio di livello. La tua consapevolezza ti pone nella dimensione in cui vorresti essere. Sono partite in cui bisogna fare vedere a te stesso chi sei, il motivo per cui sei qui e perché lo fai" riporta IlBianconero.
Sul mercato: "David è un calciatore forte che stasera ci ha fatto vedere di saper reggere un duello in area. In area ci sono spazi tolti, non liberi. Ci sono spazi strappati agli avversari e lui l'ha strappato all'avversario. Non ci sono tempi di gioco, ma istanti. Se tu metti tutta la forza in quegli istanti va bene, sennò non la prendi. Ha fatto un goal da attaccante vero. Un gran goal per quelle che sono le sue caratteristiche. Quando il Napoli ti monta addosso e ti costringe a tirare la pallata, ci vuole uno come Hojlund che la mette giù e la pulisce. Quando un attaccante pulisce la palla, prova tu a fare la riaggressione... Qualche volta ci mancherebbe uno che fa così, ma siamo felicissimi di David. McKennie è un attaccante centrale perfetto, è uno dei più forti che c'è a giocare centravanti. Lui lotta, è forte di testa, ha un jump impressionante, gioca non per farsi dire "poverino", gioca per fare risultati, perché prende delle decisioni. Sarebbe un attaccante perfetto".
Prova di Bremer: "Partita aperta sempre perché quando non concretizzi e quando il risultato non è al sicuro, poi da qualsiasi episodio può uscire l'inaspettato. Per me diventa fondamentale è che hanno sempre fatto allo stesso modo. La ricerca era sempre quella di andare a pressare, Bremer bravissimo nell'uno contro uno a campo aperto. Hojlund è forte fisicamente, tecnicamente e ad andare in profondità. Ha retto questo contro uno in maniera perfetta".
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