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La prova di David e una lotta Champions per vedere chi è da Juve: parla Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti | Image Photo Agency/GettyImages

Una partita tutt'altro che indimenticabile che rischia di rimettere in discussione la lotta per il quarto posto. Con lo 0-0 contro il Milan, la Juventus vede avvicinarsi Como e Roma, ma soprattutto compie un passo indietro sul piano della prestazione. Al termine dell'incontro, Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare il pareggio e parlare dello stato di forma dei suoi.

Cos'è mancato oggi e cosa si porta a casa?
"Abbiamo dato seguito al nostro cammino. Abbiamo tentato nel primo tempo di fare la partita in maniera lenta, non si saltava mai l'uomo, sempre con un palleggio molto scolastico. Con loro bisogna stare attenti, ti danno la sensazione di essere a posto, poi li vedi spuntare da tutte le parti. Con loro diventi in pericolo. Nella costruzione abbiamo lavorato su questa preventiva, andare a non subire le ripartenze. Ci sono state 2-3 situazioni in cui potevamo far meglio. Questo [il contatto Gabbia-David, ndr] è fallo, ma ce lo siamo perso".

Su David:
"Ogni tanto se non c'è contatto fisico riesce nel duello a uscire dalle situazioni con la pulizia di gioco. Se lo vai a sporcare fisicamente diventa più difficile. È un calciatore che corre tantissimo, porta molta pressione. Una volta a Modric, poi a Gabbia, a Maignan...ti dà sempre il risultato della sua partita. È chiaro che non salta l'uomo nello stretto, però nella collaborazione nella squadra è perfetto. Bisognava creare densità intorno a lui per dargli una mano. L'abbiamo lasciato solo ma ha fatto una grandissima partita".

Su Vlahovic:
"Soprattutto nel secondo tempo, quando la squadra ha preso la partita, Vlahovic poteva darci una mano. Però ha iniziato ad allenarsi con noi venerdì, ieri un pochino si è allenato. Anche Yildiz è entrato un po' prima, però quando ha fatto due scatti e due duelli è andato in difficoltà di fiato. Vlahovic viene da un infortunio lunghissimo, poi è stato di nuovo male, farlo giocare di più poteva essere pericoloso, ma lui ci darà una mano in queste partite in cui si gioca il suo futuro. Il futuro tiene cura di quello che è il tuo comportamento nel presente. Comportiamoci in maniera logica senza buttare il cappello per aria, perché poi può diventare rischioso per le ultime partite. Ha giocato 10 minuti e va bene così".

La Champions si deciderà all'ultima giornata?
"Secondo me ci si va vicino, perché le partite sono queste. La Roma sta bene, il Como ha vinto di prepotenza una gara non facile. Noi abbiamo da vincere ancora tante partite per meritarci di giocare la Champions. Abbiamo fatto bene tutta la stagione, ora serve l'ultimo sforzo. In questi momenti si vede chi molla e chi resta, chi è da Juve e chi no. Noi dobbiamo consolidare il nostro cammino, evidenziare la cultura dell'autodisciplina, del lavoro del giornaliero senza mollare di un centimetro.


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