La prova della Roma, il mercato e il calendario denso: parla Gasperini

Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini / NurPhoto/GettyImages
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La Roma cade 1-0 al Bluenergy Stadium contro l'Udinese e perde terreno nella lotta per il quarto posto. Al termine del match contro l'Udinese, Gian Piero Gasperini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare la prestazione dei suoi e il generale momento attraversato dalla Roma.

È mancata qualità?
"Non è facile giocare con l'Udinese. Ci sono mancate giocate precise negli ultimi 16 metri e siamo stati sfortunati nel finale. Questa è una squadra che trova sempre la forza di migliorarsi".

Sul passo indietro in attacco:
"Era una partita molto chiusa. Anche loro hanno calciato due volte dalla distanza. La partita non è stata bella sul piano tecnico. Noi volevamo di più. Quando porti 5-6 uomini in area a volte non si conclude con il tiro. Noi però abbiamo fatto di più".

Fino a che punto sei contento del mercato?
"Questi sono campi difficili, con gli episodi puoi vincere o perdere. Il mercato si è chiuso. Nei primi 4 mesi non pensavo di trovare tutte queste difficoltà nell'inserire giocatori nei ruoli che cerchiamo. È arrivato Malen, Zaragoza ci darà una mano. Poi sono arrivati dei giovanissimi. Cercheremo di fare il massimo".

C'è un giocatore che avresti voluto?
"No. Sono stati fatti decine di nomi. Sono contento che in pochissimo tempo si è creata la possibilità di Malen e negli ultimi giorni quella di Zargoza. Mi rendo conto che il mercato di gennaio non è facile. Questi due giocatori ci aiuteranno. Poi sono arrivati Vaz e Venturino, ma questi ragazzi sono il futuro, non possiamo pretendere che siano subito competitivi. L'importante è non avere infortuni e recuperare Koné e Dybala. Proseguiamo su questo percorso perché questo è un gruppo che non molla".

Sul calendario fitto:
"Le partite fanno parte del sistema. Le competizioni aumentano e l'unico aspetto negativo sono gli infortuni che nel 90% capitano in partita, non in allenamento. Nel calcio ti fai male da sempre. Gli stiramenti e le distorsioni esistono da sempre, ma ora sono più frequenti perché ci sono il doppio delle partite. Non si è mai riuscito con la scienza a dimezzare i tempi: la lesione muscolare sono minimo 3 settimane, ci sono anche diagnosi eccessive che fermano i giocatori per molto meno. Le partite sono quello che le persone e le TV vogliono, poi i rischi sono questi. Non è una scienza, è una statistica".


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