La presenza di Bremer e Yildiz, la situazione Di Gregorio e il motto 'Fino alla fine': le parole di Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Ahmad Mora - UEFA/GettyImages
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Alla vigilia della sfida di ritorno dei playoff di Champions League, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa del match contro il Galatasaray. I bianconeri arrivano dalla sconfitta dell'andata per 5-2 e saranno costretti a vincere con tre gol di scarto per portare la partita almeno ai supplementari. Queste le parole del mister juventino.

"Ci sono partite che non si giocano, si compongono. Serve creare un contesto, serve la partecipazione di un intero ambiente. Noi abbiamo bisogno del cuore dei nostri tifosi, tutte le volte che sono entrato in questo stadio e ho sentito partecipare il pubblico siamo diventati più forti. Più che il gesto, questa partita la si risolve creando un contesto. Sappiamo che è un momento difficile, ma questa volta chiediamo proprio ai tifosi di starci vicino".

"Per noi Yildiz è già un leader, un punto di riferimento. Questo perché lo fa vedere nella serenità che ha anche nei momenti difficili. Quella capacità di andare a esplorare cose nuove quando tutto sembra difficile. Ha la caratteristica del leader in campo, ma lo è anche dal punto di vista del carattere. Lo ha già fatto vedere. Lui ci vuole essere in tutti i modi perché vuole giocare questa sfida. Oggi ha fatto un allenamento parziale, ma quando stavamo uscendo mi ha detto che lui c'è. Lo voglio raccontare per spiegare la forza di questo ragazzo".

"Bisogna sviluppare la capacità di essere disprezzati, per il nostro ruolo è fondamentale. Comincia tutto da lì. Smetti di chiederti che cosa succederà e inizi a pensare che cosa vuoi che accada. Questo è quello che fa la differenza. Noi a livello di gruppo, dividiamo tutto in parte uguali. Tutte le offese che si fanno ad un calciatore (in questo caso a Di Gregorio, ndr), ognuno se ne assume un po' di percentuale".

"Le sfide contro Galatasaray e Roma pesano allo stesso modo. Sono tutte e due delle belle minacce, ma sono delle belle sfide. Prima di andare a letto saluto il passato e inizio a pensare al giorno dopo. Ci sono giornate che ti costringono a stare male il giorno dopo, ma è da lì che io costruisco qualcosa che mi farà piacere, vivere o che mi farà stare bene. Ora si pensa a questa partita qui, che è una sfida difficile, però noi insieme al nostro pubblico - che sono convinto parteciperà in ogni modo - proveremo a fare di tutto. Come dicono loro: fino alla fine della partita".

"Dobbiamo essere una versione più solida di quella che abbiamo fatto vedere. Dobbiamo restare squadra, sappiamo che valore abbiamo quando giochiamo insieme. Per ribaltare partite così serve compattezza e far vedere che quell oche siamo in questo momento non assomiglia a chi siamo noi. Le valutazioni non vanno fatte con le facili statistiche, che sono un indizio, non un giudizio. Chi le usa come se fosse qualcosa di terminale le usa male, perché poi i conti si tirano in fondo. Quello che per me diventa fodnamentale è ricordarci chi siamo e ricordarci di fare sempre appello a noi stessi e all'aiuto che ci darà il nostro pubblico. Non dobbiamo pensare a dover fare tre gol, ma uno, perché poi le cose cambiano".

"Bremer sarà convocato e può scendere in campo, anche lui fa parte di quella pasta lì: è pasta bianconera".

"Siamo nelle condizioni di giocarci la partita al meglio. Abbiamo resettato quello che abbiamo fatto quel giorno, che ogni tanto ci vuole. Le difficoltà non ti tolgono valore, ti costringono ad usarlo. Noi dobbiamo giocare questa partita affrontando queste difficoltà, poi faremo altri ragionamenti".

"Non ho dato tanto spazio a Kostic, questo mi dispiace un po'. Il ragazzo però ha valore come uomo, professionista e appartenenza a questo club, oltre a una fucilata di sinistro che ha già fatto vedere. O prima o dopo sarà utilizzato".

"Di Gregorio o Perin? Facciamo ragionamenti per mettere in meno difficoltà possibile tutti. Faremo valutazioni, sperando di fare la scelta corretta".

"Non ci si può inventare qualcosa dal niente. Dobbiamo essere noi stessi fino in fondo. A volte non si può piacere a tutti e si fanno delle scelte che non vengono condivise. Ma bisogna essere credibili quando si va a stimolare la squadra. C'è stato un gran periodo a cui sono seguiti questi passi indietro, legato anche dagli episodi. Domani si va di sostanza, per le cose vere e reali, non per le cose fumose, che poi diventa quasi impossibile andare ad acchiappare".


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